Il presidio
Diciotto medici pratesi a un passo dalla pensione
Prato, entro due anni e mezzo 25mila pazienti saranno chiamati a scegliere il nuovo riferimento per l’assistenza primaria. Pochi posti per i futuri pediatri
PRATO. «Dal primo ottobre il suo pediatra cesserà l’attività. Può recarsi all’Usl per scegliere un altro medico». Un sms secco così sul cellulare della mamma e tanti saluti al pediatra di fiducia. In mancanza di un sostituto, a fine settembre i piccoli pazienti del dottor Giuseppe Bindi sono stati dirottati verso i pediatri disponibili che in città si contano sul palmo della mano. Il pediatra Bindi, che faceva ambulatorio a Prato e Montemurlo, non è andato in pensione ma si è trasferito a Pistoia. Va meglio ai pazienti di Enrico Davalli, l’ultimo medico dei bambini rimasto dentro le mura, un'istituzione per la pediatria pratese: il 23 ottobre Davalli spegnerà 70 candeline, ovvero il limite d’età pensionabile per i medici in convenzione con l’Asl. Ma in questo caso i pazienti non saranno lasciati a piedi: li seguirà per un certo periodo una giovane sostituta negli ambulatori di via Giotto. Il recente trasferimento di Bindi e l’imminente pensionamento di Davalli non sono episodi isolati.
Nel giro di due anni e mezzo, oltre 25mila pazienti perderanno il loro punto di riferimento per l’assistenza primaria: 15 medici di famiglia e tre pediatri dovranno fermarsi per legge. Una generazione di camici bianchi, classe 1949, 1950 e 1951, che ha fatto la storia della medicina di medicina generale e della pediatria di libera scelta a Prato. Entro il 2019 il compleanno numero 70 farà uscire dalle liste dei convenzionati il pediatra Davalli e il medico Giampaolo Bardazzi. Il 2020 e il 2021 saranno gli anni più problematici in cui l’emorragia dei medici condotti si farà sentire. All’alba del nuovo anno, ad appendere il camice bianco al chiodo saranno ben tre medici di base. E tutti nel mese di gennaio: Mario Boddi, Filippo Bucelli e, a Montemurlo, la dottoressa Carola Hollmann. A febbraio sarà il turno di Riccardo Godi (febbraio), anche lui colonna portante della pediatria pratese nonché segretario della sezione pratese della Fimp (Federazione medici pratesi). Dopodiché sarà il turno di Gianni Bianchi (ex consigliere comunale) che lascerà nel giugno 2020: lo seguirà a breve distanza Marco Masetti che si congederà dai suoi pazienti fra luglio e agosto. A dicembre 2020 toccherà anche al presidente dell’Ordine provinciale dei medici, Guido Moradei. «Dalla lista dei giovani medici in graduatoria non sembra che ci siano problemi per le sostituzioni – sottolinea Moradei - Certo, nei prossimi due anni avremo un picco di uscite per i nati fra il 1950 e il 1952: sono coloro che abbracciarono la professione fra gli anni ’70 e ’80, con l’avvento del sistema sanitario nazionale». Cercasi invece i dottori dei bimbi: nel 2021 andrà in pensione anche Saverio Dabizzi e così l’elenco dei pediatri disponibili subirà un’ulteriore sforbiciata. «La situazione è critica – ammette Moradei - Purtroppo i posti per la specializzazione in pediatria sono pochi». Un altro mini esodo dagli ambulatori di medicina generale si verificherà nel 2020. A lasciare, in ordine temporale, saranno Daniele Chiti, Paolo Iannucci, Giancarlo Maurizio Baldi, Angelo Muscarà, Ivo Antiga, Moreno Masi, Barbara Becheri, Mauro Capritti. Quando un dottore di base va in pensione, l’Asl bandisce la “zona carente” due volte all’anno per individuare un medico titolare: nel frattempo, la continuità assistenziale potrà essere garantita da un sostituito.
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