Il Tirreno

Prato

Tutto esaurito nei cimiteri, via al piano di ampliamenti

Una visitatrice al cimitero di Chiesanuova il primo novembre dello scorso anno (foto Batavia)
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Una visitatrice al cimitero di Chiesanuova il primo novembre dello scorso anno (foto Batavia)

Prato, lavori a Grignano, Mezzana e Coiano: c’è richiesta sia di tumuli che di ossarini. Un pratese su due si fa cremare ma il progetto del forno è fermo nei cassetti

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PRATO. Cimiteri, tutto esaurito o quasi. Parafrasando Antonio de Curtis, Totò, anche “A’ livella” fa fatica a trovare posto nei luoghi sacri di Prato, dove fra i venticinque cimiteri della città alcuni necessitano di un vero e proprio ampliamento. Fra questi ci sono i camposanti di Grignano, di Mezzana e di Coiano, i principali che necessitano di maggiore spazio e di modifiche come lo sviluppo della parte degli ossarini. In realtà, causa la crisi economica, proprio la richiesta di ossarini era scesa negli ultimi anni, ma la richiesta di tumuli, invece, continua ad essere costante. Una richiesta di tumuli continua che, però, non sembra portare ad una vera e propria emergenza, grazie al fatto che a Prato e provincia sta aumentando in modo consistente la richiesta di cremazione. Parlano i dati; nel 2018 su 2.304 decessi registrati all’anagrafe, il 46 % è ricorso alla cremazione. Di questi anche cinquanta defunti di nazionalità cinese. I lavori di ampliamento dei tre cimiteri, che verranno eseguiti nei prossimi mesi per una spesa di circa 400.000 euro, avranno la fase di assegnazione nella prossima settimana con la conclusione del bando di gara.

«Lavori di ampliamento necessari, ma visti i dati si rende necessario aumentare soprattutto le aree degli ossarini – precisa l'assessore Cristina Sanzò – e l’ampliamento dei cimiteri che mangiano suolo difficilmente potrà essere costante. Bisogna rivedere qualcosa in questo meccanismo». Le fa eco Alessandro Tacconi, presidente della Socrem, la società di cremazione pratese, che oggi ha 1.300 associati. «Mi auguro che si possa riprendere un confronto efficace sul tema del tempio crematorio a Prato visto il numero in crescendo della cremazione nella nostra area. L’ultima proposta è stata quella di realizzare impianto e parco nei pressi di Santa Maria a Colonica, dopo che sono stati individuati area e costi».

È certo che più di 1.200 pratesi nel 2018 ha chiesto di essere cremato , «soprattutto – prosegue Alessandro Tacconi – per non far si che la situazione poi gravi negli anni sui familiari. C’è chi tiene la teca con le ceneri in casa, come chi, con le necessarie autorizzazioni, le disperde in natura o le mette in un cimitero».


Ma ci sono anche riti religiosi o meno che preferiscono la cremazione alla tumulazione, a parte il mondo musulmano, e soprattutto quello orientale, cinese, è culturalmente dedito alla cremazione del corpo. Non di meno lo sono i pratesi, che aumentano ogni anno nella richiesta di farsi cremare. «Dati e statistiche le facciamo a fine anno, ma sembra che nel 2019, anno in corso, stia continuando a crescere la richiesta di cremazione», dice Leonardo Lai del settore funebre della Pubblica Assistenza L’Avvenire. «Nella passata legislatura il tema del tempio crematorio fu controverso – prosegue l’assessore Sanzò – diciamo che il problema non venne letto da tutte le angolature e con tutte le implicazioni, positive e non. Non ho comunque pregiudiziali sulla questione».

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