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Suona la banda Poggio e Prato di nuovo unite dal ponte Manetti
Grande festa per l’inaugurazione della struttura restaurata Costo un milione e 200mila euro, nove anni di attesa
POGGIO A CAIANO. Festa grande al confine tra Tavola, nel Comune di Prato, e Poggio a Caiano per il taglio del nastro del nuovo ponte Manetti. È stato infatti inaugurato ieri mattina il ponte ciclopedonale sul fiume Ombrone che collega le Cascine di Tavola con i terreni adiacenti alla villa medicea di Poggio a Caiano, ripristinando quel collegamento voluto da Leopoldo II di Lorena, Granduca di Toscana, e realizzato nel 1833 dall’architetto Alessandro Manetti, tra i primissimi esempi in Italia di ponte sospeso in ferro. Era stata la seconda guerra mondiale a segnare la fine dell’esistenza del ponte, che andò distrutto durante la ritirata dei tedeschi nel 1944, e che oggi comincia dunque una nuova vita. Ultimato lo scorso luglio (e percorribile già da diverse settimane), il ponte è sorretto da un sistema di stralli metallici ed è lungo 60 metri. È composto da tre sezioni: una campata centrale di 24 metri rivestita in legno e altre due di collegamento in piano metallico. Restaurati anche i due archi storici del 1833 – ciò che rimane del “vecchio” – riportati al loro ruolo funzionale alla statica dell’opera. «Non so quale fu l’emozione nel 1833 nell’inaugurare il ponte, ma quella di oggi è davvero grande – ha commentato il sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli –. Perché abbiamo la possibilità di scrivere un pezzo della storia della nostra comunità, restituendo dopo quasi un secolo quest’opera a tutti i cittadini. Un risultato che dimostra che i sogni, anche quando sembrano irraggiungibili, possono diventare realtà». Per realizzare il ponte sono stati necessari 1 milione e duecentomila euro, di cui 720mila euro finanziati dalla Regione Toscana, 270mila dalla Provincia di Prato, 150mila dal Comune di Prato e 60mila da quello di Poggio a Caiano. Sono passati più di 10 anni dall’idea di ristrutturare il ponte – nata nel 2008 con un Protocollo d’Intesa tra la Provincia e i due Comuni – e la realizzazione della nuova struttura (il concorso di progettazione fu bandito dalla Provincia nel 2010, i lavori veri e propri sono cominciati a maggio 2018).
«Ci è voluto un po’ di tempo – ammette il sindaco di Prato Matteo Biffoni – e molta cura, ma il risultato è straordinario. Era un intervento davvero atteso, perché non è solo un ponte, ma una storia che si riconnette, un valore grande per un territorio che per esprimere la sua piena potenzialità deve essere unito». Entrambi i sindaci hanno sottolineato poi come il nuovo ponte possa fare da volano allo sviluppo del turismo ciclopedonale. A tagliare il nastro, con l’accompagnamento musicale della filarmonica Giuseppe Verdi di Poggio a Caiano, c’era anche l’ex sindaco di Poggio Marco Martini, che tanto si è adoperato nei suoi due mandati per la realizzazione dell’opera. «Sono molto emozionato perché questo è il frutto di un lavoro durato 10 anni – ha detto – in cui abbiamo creduto con tenacia e determinazione. È un’opera che ha anche un valore culturale, perché concretizza la volontà, a dirla come Giorgio La Pira, di abbattere muri e costruire ponti. Mette infatti insieme due territori in una prospettiva ambientale e turistica». La festa per salutare il nuovo ponte si è svolta in un susseguirsi di eventi organizzati dalle istituzioni e dalle associazioni di volontariato, coordinate dal Comitato Ponte Manetti: passeggiate, contest artistici, videoproiezioni e anche una pizzata gourmet. Cominciati già mercoledì 18 settembre, hanno avuto il loro culmine ieri ma proseguiranno fino a martedì 24. —
Fabrizia Prota
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