Ricatto a luci rosse, patteggia l’ex amante
Aveva minacciato la moglie di un imprenditore: «Se non mi aiuti vado in giro a dire dove tuo marito tiene i soldi del “nero”»
prato. «Se non mi dai una mano vado in giro a raccontare dove tuo marito tiene i soldi del “nero”». Questa minaccia fatta all’amante, la moglie di un imprenditore, è costata una condanna per tentata estorsione a un imputato comparso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare. Il procedimento penale si è concluso col patteggiamento a un anno e due mesi di reclusione e la sospensione condizionale della pena.
La vicenda che ha dato origine al processo risale ad alcuni anni fa ed è stata estremamente dolorosa per la vittima della tentata estorsione. Non è stato facile per la donna rivolgersi alle forze dell’ordine, sapendo che poi avrebbe dovuto fare i conti col marito, oltre ad affrontare un processo di cui avrebbe volentieri fatto a meno.
Sono stati i poliziotti della squadra mobile a raccogliere la sua denuncia e a verificare la fondatezza delle sue accuse. In sostanza la donna ha raccontato di aver avviato una relazione extraconiugale con un uomo, ovviamente all’insaputa del marito, e di essere riuscita a mantenere il segreto fino a quando l’amante non ha cercato di approfittare della situazione. Un giorno l’uomo, ha aggiunto la donna, le ha chiesto un incontro e le ha detto di essere in gravi difficoltà economiche. Le chiedeva di dargli alcune migliaia di euro, ma lei ha risposto picche. Forse ha capito che dietro alla scusa delle difficoltà economiche poteva celarsi l’inizio di un ricatto, e ha rifiutato. Ma non è servito a risolvere il problema, perché l’ormai ex amante è tornato alla carica. Pensava di avere in mano un asso, carpito nei momenti dell’intimità. Era cioè a conoscenza del luogo dove il marito della donna avrebbe nascosto un’ingente somma di denaro, frutto di pagamenti al nero. E così ha minacciato la donna, nel caso questa insistesse a non voler pagare, di andare in giro a dire a tutti (si presume anche alla guardia di finanza) dove erano nascosti quei soldi. Per rendere ancora più efficace la sua richiesta, come accade spesso nei casi di ricatti a sfondo sessuale, ha minacciato di rendere pubblici (o comunque di inviare a chi non avrebbe dovuto vederli) dei video inequivocabili che lo avrebbero ritratto insieme alla sua amante.
In genere di fronte a una prospettiva del genere quasi tutti cedono per evitare lo scandalo, ma non è stato il caso della moglie dell’imprenditore, che dopo averci pensato un po’ ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine per fermare sul nascere un ricatto che avrebbe potuto protrarsi all’infinito. Ha certamente pagato un prezzo molto salato per la sua scelta, ma ora può dire di essersi lasciata questa brutta storia alle spalle. Gli accertamenti della squadra mobile hanno offerto alla Procura gli elementi per sostenere in aula l’accusa e la difesa dell’imputato, col consenso della stessa Procura, ha preferito patteggiare. —
Paolo Nencioni
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