Il Tirreno

Prato

il dibattito 

Bonafè: «Dubbi sull’alleanza col M5S alle elezioni regionali»

Alessandro Formichella
Bonafè: «Dubbi sull’alleanza col M5S alle elezioni regionali»

L’europarlamentare e segretaria regionale del Pd al Circolo Arci I Risorti Giudicata eccessiva la polemica sui sottosegretari: «Niente punizione ai renziani»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Rinuncia a candidarsi alle elezioni regionali del maggio prossimo, non risparmia strali contro Salvini e la ex sindaca di Cascina Simona Ceccardi, è alla ricerca di un candidato unitario per le regionali, ma ammonisce alla fine che il Pd deve essere quello così come nato nel 2007. Niente passi indietro nostalgici, niente passi avanti affrettati. Simona Bonafè, europarlamentare e segretaria regionale toscana del Pd, non smette di dire che il Partito democratico ha un dibattito interno complesso, ma è comunque quel partito che alle europee ha arginato l’avanzata della Lega nella Regione. L’occasione del confronto con i militanti del centro sinistra, iscritti e non al Partito Democratico, è stata data dalla festa dell’Unità della Querce, una delle sezioni più attive del pratese, che si è tenuto domenica sera al circolo Arci I Risorti. Con la Bonafè, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il segretario provinciale del Pd, Gabriele Bosi, e il consigliere comunale Marco Sapia. Scricchiola il rapporto con il M5S che non solo dalla Bonafè, ma anche da Biffoni, è da «considerarsi il male minore di fronte a scenari ben più complicati come l’aumento dell’Iva e l’avanzare di una destra xenofoba», ha ripetuto più volte il sindaco di Prato. «Guardate non è solo un problema politico, ma anche di relazioni umane difficili da sostenere con taluni personaggi dei cinque stelle, ma la necessità di mettere in sicurezza il Paese e gli italiani da manovre economiche pesantissime e da una crisi di democrazia molto pericolosa, impongono questa scelta». Il pubblico mugugna; la scelta dell’alleanza con i pentastellati non riceve ovazioni. Poi la discussione entra sul focus regionale, elezioni del maggio 2020 per la nomina del nuovo consiglio e del nuovo presidente della Toscana. Anche qui pochi gli sconti. «La composizione dell’alleanza per le regionali dovrà sentire tutti coloro di centrosinistra che ci vogliono stare sulla base del programma – precisa l’eurodeputata Simona Bonafè – ho qualche dubbio che si possa fare col M5S che in Toscana dice no a tutto e col quale sono volati anche stracci». Se non chiusa, la porta non è certo spalancata con i grillini. Ma il dibattito continua, fino a che Simona Bonafè non rinuncia a dire quello che sente di volere esplicitare una volta per tutte. A chiarire ancora di più: «per me il Pd è quello nato nel 2007, se si dovesse esserci un ritorno a situazioni precedenti, non farebbe più per me. Sulla polemica dei sottosegretari qualcuno è stato eccessivo, nessuna punizione ai renziani e polemica chiusa. Ma fatemi dire che una regione importante come la Toscana per il Pd doveva avere un ruolo diverso nel governo nel paese. Nel 2012 io ero nel camper con Matteo Renzi e non rinuncio a dirlo». Più soft Biffoni che rivede, invece, nell’uscita a suo tempo dai Democratici di Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, un doloroso addio. Addio che potrebbe cambiare, «li vorrei tutti e due di nuovo nel Partito Democratico, come vorrei chiunque lo abbia lasciato perché ogni abbandono è un fatto doloroso nella nostra storia politica che è anche umana». —

Alessandro Formichella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web