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Chiusura del BuzziLab, Confindustria si candida come mediatrice

Chiusura del BuzziLab, Confindustria si candida come mediatrice

Dalla sospensione delle attività firmata dal nuovo preside alla levata di scudi degli imprenditori. L'intervento della procura e la segnalazione della vicenda sul tavolo del ministro

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PRATO. Confindustria Toscana Nord ne ha parlato approfonditamente nel consiglio di presidenza  tanto da dare la propria disponibilità a svolgere un’azione di coordinamento, allo scopo di individuare una soluzione da proporre alle autorità scolastiche. Sui trascorsi dell'attività del laboratorio e sulle relative eventuali irregolarità che dovessero emergere come passibili di sanzione l'associazione scrive di non avere «titolo né dispone di informazioni utili per esprimere valutazioni, che pertengono ai soggetti competenti in merito” ma l’associazione sente il dovere di tutelare gli  unici interessi e la salvaguardia della piena funzionalità della scuola, che si alimenta anche dell'attività del laboratorio di analisi tessili, con i servizi offerti alle imprese.

LA PROPOSTA DI CONFINDUSTRIA

“Ciò che possiamo e sentiamo di dover fare è dare un nostro contributo per trovare una modalità che salvaguardi per il futuro il legame fra la scuola e l'attività di laboratorio di analisi per le aziende - commenta Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord - Da qui la decisione che abbiamo assunto di aprire un confronto con le istituzioni pubbliche, le associazioni di categoria e altri soggetti interessati. Assumeremo tutte le informazioni possibili sulle norme che regolano questa materia e che, riguardando un ambito particolare come quello scolastico, non ci sono certo note in tutte le loro pieghe”. “Cercheremo quindi – prosegue Marini – una soluzione che introduca nuovi modelli organizzativi in grado di consentire un'attività di laboratorio di analisi tessili all'interno della scuola o con uno stretto legame con essa. Questa attività è preziosa come occasione di rapporto diretto fra Buzzi e mondo delle imprese. Le esperienze che si sedimentano attraverso questo lavoro consentono alla scuola di avere una visione piena e puntuale di ciò che si muove, dal punto di vista tecnico, nel mercato della moda».

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LA SOSPENSIONE

Ma cos’è accaduto? Di fatto un vero e proprio terremoto per il distretto visti i rapporti che il BuzziLab ha intrecciato con i più importanti marchi della moda (uno di questi è il gruppo Kering). Il neo dirigente subentrato a Erminio Serniotti andato in pensione, in realtà, s’è avvalso del potere della sospensione amministrativa “in autotutela” per tre mesi. E dunque ha decretato lo stop a tutte le attività «svolte a vario titolo da personale interno e altri soggetti non dipendenti», come si legge fra le righe della circolare. Un atto per regolarizzare la posizione del BuzziLab, che al momento non si configura come un soggetto giuridico a sé stante. In pratica, secondo la tesi dell'Ufficio scolastico regionale, l'attività del laboratorio del Buzzi per conto terzi sarebbe diventata preponderante rispetto a quella a servizio della scuola, che invece avrebbe dovuto essere quella principale. «Occorre trovare il percorso giusto per regolarizzare lo status giuridico del laboratorio. Ho dovuto prendere una decisione improcrastinabile alla mia entrata in servizio – ha spiegato Marinelli - Ma la volontà è quella di trovare una rapida soluzione per far ripartire presto con l’attività del laboratorio coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e privati interessati, se possibile prima del 2 dicembre».

La sospensione amministrativa ha effetto anche sui contratti che il BuzziLab – dove lavorano 30 tecnici di laboratorio - aveva sottoscritto con clienti. Fra le righe della circolare che impone lo stop delle attività, si fa riferimento in premessa al decreto interministeriale numero 129 del 2018 sul nuovo regolamento di contabilità delle scuole. L’esigenza di un cambiamento, insomma, era nell’aria da tempo visti i cambiamenti normativi e considerando la massiccia mole di lavoro per il laboratorio, incompatibile con la sua natura giuridica.

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L’INTERVENTO DELLA PROCURA

Una sospensione che ha sortito immediatamente i suoi effetti. Dopo la Corte dei Conti anche la Procura di Prato si sta occupando della gestione del Buzzi Lab, il laboratorio dell'Istituto tecnico Buzzi. Il procuratore Giuseppe Nicolosi ha aperto un fascicolo esplorativo (il cosiddetto modello 45, atti che non costituiscono notizia di reato) e ha dato incarico alla guardia di finanza di verificare certe situazioni. Le Fiamme gialle avevano già svolto accertamenti per conto della Corte dei Conti e dunque la risposta ai quesiti della Procura dovrebbe essere relativamente rapida.

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LE REAZIONI

Intanto la chiusura improvvisa del laboratorio del Buzzi ha creato un grande eco a Prato e attestati di solidarietà sono arrivati da più addetti ai lavori.  L'Astri, l’associazione per il tessile riciclato presieduta da Fabrizio Tesi che raccoglie 180 aziende socie, ha scritto una lettera preoccupata al preside del Buzzi Alessandro Marinelli.

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IL CASO SUL TAVOLO DEL MINISTERO

Il deputato Giorgio Silli, ex Forza Italia e ora esponente del movimento “Cambiamo” di Giovanni Toti, ha presentato un’interrogazione urgente al nuovo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti sulla sospensione dell’attività del laboratorio dell’Istituto Buzzi. «Mentre a Prato chiude un’azienda al giorno - scrive - si decide di chiudere una realtà sanissima come il BuzziLab d’ufficio, mettendo in difficoltà tutto il comparto tessile pratese e parte di quello italiano ed europeo. Ma perché in questo Paese c’è chi odia l’iniziativa privata e le imprese?». E paventa danni incalcolabili: «I clienti sono già altrove, i tecnici hanno già ricevuto offerte da altri laboratori – molti fuori Prato – le multinazionali-clienti stanno pensando di intentare (giustamente) cause milionarie contro il Buzzi. La scuola non godrà più dei proventi del laboratorio, rischiando di diventare una scuola superiore qualsiasi dove ci si deve portare la carta igienica da casa. Una frittata così non l’ho mai vista in vita mia. Mai”.

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I PRIMI INCONTRI ISTITUZIONALI

Il nuovo preside del Buzzi Alessandro Marinelli, ha visto il sindaco di Prato Matteo Biffoni e gli imprenditori rappresentati dal responsabile della sezione moda di Confindustria Toscana Nord  Andrea Cavicchi per trovare una soluzione e far ripartire l’attività del BuzziLab. L’incontro che si è svolto il 5 settembre è durato oltre due ore ma le risposte non ci sono. «Il primo passo era capire le problematiche che hanno fatto chiudere questa eccellenza pratese - spiega il sindaco Matteo Biffoni - adesso parleremo con i nostri tecnici per capire quali soluzioni si possono trovare e chiaramente il Comune non può entrare nella gestione di una scuola perché non è di sua competenza come non può farlo per soggetti privati. Anche nel caso si trovasse una possibile soluzione attraverso una partecipata bisogna capire se è un percorso fattibile e quali sono i tempi necessari. Non è una situazione semplice ma noi cercheremo di essere a sostegno, come abbiamo sempre fatto, per qualsiasi soluzione».

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