Il Tirreno

Prato

La chiusura del Buzzi Lab sulla scrivania del ministro

Giorgio Silli al galà delle Pagliette nel 2016
◗
Giorgio Silli al galà delle Pagliette nel 2016

l deputato Silli annuncia un’interrogazione urgente e suggerisce un ricorso al Tar: "Clienti in fuga, tecnici allettati dai concorrenti, cause milionarie in arrivo"

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il deputato Giorgio Silli, ex Forza Italia e ora esponente del movimento “Cambiamo” di Giovanni Toti, ha presentato un’interrogazione urgente al nuovo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti sulla sospensione dell’attività del laboratorio dell’Istituto Buzzi, decisa il 2 settembre dal preside Alessandro Marinelli. Silli, da ex “paglietta”, ha un diavolo per capello. «Mentre a Prato chiude un’azienda al giorno - scrive - si decide di chiudere una realtà sanissima come il BuzziLab d’ufficio, mettendo in difficoltà tutto il comparto tessile pratese e parte di quello italiano ed europeo. Ma perché in questo Paese c’è chi odia l’iniziativa privata e le imprese?». E paventa danni incalcolabili: «I clienti sono già altrove, i tecnici hanno già ricevuto offerte da altri laboratori – molti fuori Prato – le multinazionali-clienti stanno pensando di intentare (giustamente) cause milionarie contro il Buzzi. La scuola non godrà più dei proventi del laboratorio, rischiando di diventare una scuola superiore qualsiasi dove ci si deve portare la carta igienica da casa. Una frittata così non l’ho mai vista in vita mia. Mai. Sarebbe gravissimo se tutto questo fosse scaturito, in maniera italianissima, da gelosie e invidie fra docenti e/o concorrenti del laboratorio». Secondo Silli a questo punto l’unica soluzione è un ricorso al Tar, «sperando in una sospensiva dell’atto mentre vengono sanate le irregolarità: il ricorso potrebbe essere presentato da chi ha subito un danno dal provvedimento, quindi il consiglio di istituto stesso o dai tecnici che lavoravano nel laboratorio e che adesso rischiano di perdere il posto».

Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Moretti, presidente dell’Associazione ex allievi del Buzzi. «Da più di 100 anni - dice - il Laboratorio di analisi dell’istituto Buzzi è stato un punto di riferimento per tutte le aziende del distretto pratese siano state esse tessili, chimiche o meccaniche. Grazie alla competenza dei suoi tecnici e alla lungimiranza dei suoi responsabili negli ultimi decenni ha visto incrementare il proprio posizionamento ai vertici mondiali del settore ricevendo attestati di stima e di fiducia da tutti i propri clienti dai maggiori brand del lusso alle più piccole realtà artigianali. Il Buzzi è sempre stato il BuzziLab e il BuzziLab è sempre stato il Buzzi, una sinergia che oltre ad aver messo a disposizione dell’Istituto fondi e risorse tecniche ha fatto si che il nostro Istituto diventasse una scuola davvero speciale. Se i nostri allievi sono in pochi anni arrivati alla quota di 2.200 unità per ogni anno scolastico, in assoluta controtendenza rispetto all’andamento nazionale degli istituti tecnici, è stato anche grazie alla possibilità di poter usufruire delle strutture e delle competenze del BuzziLab. Le decine di gare di chimica vinte dai nostri allievi, la preparazione di primo livello dei tecnici che ogni anno si diplomano e il modello di professionalità che ci contraddistingue da sempre sono state il frutto di questo binomio fino ad oggi imprescindibile. Per questo la sua improvvisa e in un certo senso inspiegabile chiusura a nostro parere è un duro colpo non solo per il nostro distretto ma proprio alla nostra amata scuola. Il voler fare chiarezza è oltre che legittimo anche doveroso ma cercare di curare una possibile “patologia” sopprimendo il “paziente” non è mai la migliore strategia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani