Il Tirreno

Prato

«Camminerò in mezzo a voi e ascolterò anche i piccoli»

Azelio Biagioni
«Camminerò in mezzo a voi e ascolterò anche i piccoli»

Le prime parole di Nerbini, accolto da quattromila pratesi La concelebrazione in Duomo col cardinale Betori

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PRATO. È accolto con un lungo applauso. Quando il vescovo monsignor Giovanni Nerbini entra in piazza Duomo i presenti si alzano in piedi. Il presule cerca di guardare uno a uno i presenti. Si gira da un lato poi dall’altro della piazza, alza la mano e saluta i fedeli arrivati per lui.

La piazza è gremita e parata come non mai: il palazzo vescovile ha i drappi alle finestre e al loggiato. Così pure le abitazioni. La città è in festa per la messa di insediamento del nuovo vescovo. Monsignor Nerbini attraversa la folla e si dirige all’oratorio della Misericordia. Qui indossa i paramenti sacri, come la casula che gli è stata regalata dalla diocesi per il suo ingresso. È dall’oratorio che parte la processione introitale con Nerbini, il vescovo emerito Agostinelli, diaconi e sacerdoti mentre il cardinale Giuseppe Betori e i vescovi entrano in piazza da palazzo vescovile.

La prima parte del rito è presieduta proprio dall’arcivescovo di Firenze. Viene data lettura della bolla pontificia con la nomina di Giovanni Nerbini a vescovo di Prato. Poi il cardinal Betori, quando sono le 18,17, dà l’annuncio che da quel momento Nerbini è il pastore della Chiesa di Prato. Si alza un caloroso applauso che fa commuovere il presule. Monsignor Franco Agostinelli spiega che fra pochi minuti consegnerà il pastorale a Nerbini, il pastorale segno dell’autorità con la quale un vescovo guida una diocesi. Ringrazia quanti hanno lavorato durante la notte per lo smontaggio del palco del settembre pratese e per aver allestito la piazza in tempi record per poter celebrare la messa all’aperto. Ringraziamenti ai quali si aggiungerà al termine della messa monsignor Nerbini. Agostinelli augura poi al suo successore di essere un pastore in mezzo alla gente, avere premura per i sacerdoti, religiosi e religiose e di avere priorità per giovani e famiglie.

Arriva quindi il momento della consegna del pastorale. Il cardinale Betori lo passa ad Agostinelli che a sua volta lo dà a Nerbini. I due si abbracciano. Poi Nerbini prende possesso della Cattedra e si commuove di nuovo, fra i fedeli che lo applaudono. Non ci sono solo i pratesi ma anche quelli di Fiesole. Nove i vescovi concelebranti, oltre 150 i sacerdoti arrivati pure da Fiesole e Pistoia. Alla cerimonia sono presenti numerose autorità civili, politiche e militari.

Nell’omelia, monsignor Nerbini racconta come in questi giorni di preparazione abbia sentito forte l’esortazione del papa nella “Episcopali communio”: “Il vescovo è chiamato a camminare davanti indicando il cammino, la via; camminare in mezzo, per rafforzare il popolo di Dio nell’unità, camminare dietro perché nessuno si perda”.

«Ho sentito il fascino e la potenza di questa affermazione che faccio mia – dice il vescovo – camminare in mezzo. Oggi il Signore mi indica il posto che devo occupare da subito: in mezzo, accanto a voi sacerdoti e fedeli perché questo cammino sia autentico. Voi – aggiunge – vi aspettate molto da me ma sono anche io che ho bisogno di voi, della vostra esperienza di fede, di carità, di vita».

Monsignor Nerbini parla anche della sua bibbia, quella che lo accompagna dal 1985 e che anche ieri ha voluto portare con sé.

Termina l’omelia con i ringraziamenti come quello rivolto ai pratesi: «Mi sono giunte tantissime attestazioni di stima, di incoraggiamento, di simpatia prima ancora che avessi fatto o detto qualcosa per meritarlo, che mi hanno lasciato senza parole e mi fanno credere che non sarò mai solo ma accompagnato e sostenuto da un affetto filiale davvero grande». Terminata la messa il vescovo ha reso omaggio alla Sacra Cintola, poi si è recato nel chiostro di San Domenico per un momento di festa. —

Azelio Biagioni

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