Il Tirreno

Prato

partenza in salita 

Al primo giorno di scuola “assenti” oltre cento docenti

Maria Lardara
Il presidente della Provincia Francesco Puggelli e il preside del Marconi Paolo Cipriani (foto Batavia)
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Il presidente della Provincia Francesco Puggelli e il preside del Marconi Paolo Cipriani (foto Batavia)

Prato, al Cicognini-Rodari mancano all’appello sei insegnanti di matematica e fisica. La situazione più grave riguarda il sostegno, posti vacanti tra il personale Ata 

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PRATO. Il dado è tratto, la prima campanella è suonata alle 8 in punto. Al cancello della scuola, i bambini e le bambine della Don Milani hanno avuto il saluto del sindaco Matteo Biffoni e dell’assessora alla pubblica istruzione Ilaria Santi che, alla primaria di San Giusto, hanno inaugurato simbolicamente l’anno scolastico 2019/2020. All’istituto Marconi i ragazzi hanno trovato invece il presidente della Provincia Francesco Puggelli ad accoglierli. Ma non tutti gli studenti hanno trovato i loro insegnanti in classe. Né di ruolo, né supplenti. Nonostante la maratona della settimana scorsa arrivata fino all’una di notte a costo di assegnare una cattedra annuale, nel corpo docenti della scuola pratese si registrano ancora diverse defezioni. Sono dolori alla primaria, dove si contano ben 101 posti scoperti, il 70% dei quali nel sostegno. Va molto meglio alla materna, dove le maestre che mancano all’appello sono sette. Alle medie e superiori circa trenta cattedre risultano ancora scoperte, soprattutto in matematica e fisica, economia aziendale, informatica, geografia, educazione fisica. E tutto questo a fronte di mille supplenze conferite la settimana scorsa con le operazioni di nomina annuale. Evidentemente non sono bastate.

«A questo punto le scuole dovranno organizzarsi per conto proprio attingendo dalle graduatorie di istituto oppure dalle Mad (messe a disposizione, ndr) – sottolinea Filomena Di Santo, segretaria della Flc Cgil pratese - Ogni anno siamo alle solite. La ferita del precariato non è stata ancora sanata: il problema va risolto alla radice dal Ministero». Al Cicognini-Rodari il preside Mario Di Carlo, al decimo anno di guida del liceo classico e scienze umane, dà la caccia ai docenti di matematica e fisica: sei posti vacanti su undici.

«Se sarà necessario dovremo incrociare la nostra graduatoria con quella di altre scuole delle province limitrofe – fa sapere - Altrimenti dovremo ricorrere alle Mad con chiamata diretta. Per quest’ultima abbiamo ricevuto centinaia di domande tanto che si è intasata la casella di posta elettronica». Cercasi supplenti anche al comprensivo Mascagni a corto di maestre della primaria: oggi si procederà a nominarne otto, quattro le caselle vuote alle medie. «Problemi anche col personale Ata: ci mancano cinque collaboratori scolastici (custodi, ndr)», fa sapere Paola Pancini, direttrice amministrativa del comprensivo Mascagni. Da Prato alla Val di Bisenzio, è la scuola degli assenti, dei buchi coperti all’ultimo tuffo grazie a soluzioni “fantasiose” pensate dai dirigenti. Come anticipato dal Tirreno nei giorni scorsi, il rischio concreto è che all’istituto Pertini di Vernio un plesso della materna debba ricorrere all’uscita anticipata per non obbligare agli straordinari fissi l’unico custode in servizio: per la materna di Luicciana, in particolare, il dirigente Daniele Santagati ha chiesto una deroga all’ufficio regionale in modo da “strappare” un collaboratore scolastico prima possibile.

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