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cronaca

Marcia della Pace, Toscana a Sinistra teme la "concorrenza" del concerto

Dura nota contro la giunta comunale di Prato: "Minimizzano il ricordo dell'eccidio di Figline con un diversivo più attraente"


05 settembre 2019


PRATO. Al Comitato pratese di Sì - Toscana a Sinistra non piace la concomitanza tra la festa di chiusura di "Settembre Prato è spettacolo", cioè lo show di "Radio Bruno Estate", in programma venerdì 6 settembre in piazza Duomo, e la Marcia della Pace che come ogni anno commemora l'Eccidio di Figline e la Liberazione di Prato. E il partito dà la colpa alla giunta Biffoni.

"Per l'ennesima volta e nonostante le rimostranze degli anni scorsi - si legge in una nota di Toscana a Sinistra - l'amministrazione Biffoni decide di organizzare eventi nell'ambito del programma Prato è Spettacolo in concomitanza con la Marcia della Pace, per le commemorazioni dell'eccidio di Figline del 6 settembre, giorno della Liberazione di Prato dalla dittatura nazifascista. Quella che potrebbe apparire un'infelice "svista" è stata reiterata nel tempo e ci preoccupa molto: da un lato per la scarsa considerazione da parte della giunta comunale verso una ricorrenza tanto importante per la città, la sua Memoria democratica ed antifascista e per il sacrificio di concittadine e concittadini in nome della libertà e della pace; dall'altro per il messaggio indiretto di minimizzazione delle celebrazioni mediante un diversivo più attraente".

"Ci chiediamo come avrebbe reagito il partito di maggioranza, che pure si dichiara sensibile alle tematiche della Resistenza, sebbene abbia cancellato dal proprio statuto ogni riferimento all'antifascismo, nel caso in cui fosse stata un'amministrazione di destra a decidere una simile concomitanza, adombrando di fatto - dato anche il calibro dei nomi degli ospiti e l'ingresso libero - le commemorazioni ufficiali. In molte altre città della zona - basti guardare all'esempio di Sesto Fiorentino - la Liberazione viene festeggiata anche con un concerto musicale, tuttavia appositamente organizzato e focalizzato sulla ricorrenza. A Prato la festa per la fine del regime coincide putroppo con un lutto collettivo di ventinove giovani ammazzati per la loro volontà di riscatto dall'infamia fascista e forse proprio perchè in città rimbombassero finalmente le casse musicali piuttosto che le cannonate della guerra. Eppure la tanto pericolosa indifferenza, alla base della minaccia del riproporsi di simili derive nella storia, non sembra affliggere solo le giovani generazioni allora assenti, ma sembra ormai giunta anche ai piani alti del Comune di Prato".

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