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Il Bosi che non ti aspetti «Accordo tra Pd e M5S? Chiedete a noi come si fa»

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Il Bosi che non ti aspetti «Accordo tra Pd e M5S? Chiedete a noi come si fa»

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PRATO. “Comunque se avessero chiesto una mano a noi, avremmo chiuso l’accordo in cinque minuti”. Il solitamente compassato Gabriele Bosi, segretario provinciale del Partito democratico, per una volta si lascia andare e commenta su Facebook le convulse trattative per la nascita del governo giallo-rosso, cioè l’accordo tra il Movimento 5 Stelle e il Pd.

Lui, Bosi, in famiglia questo accordo lo ha raggiunto da tempo, avendo sposato Chiara Bartalini, attivista del M5S. E infatti posta una foto insieme alla moglie, la rappresentazione plastica che un accordo, se si vuole, si può trovare.

Gabriele e Chiara si sono sposati il 30 settembre dell’anno scorso, proprio nel giorno in cui il Partito democratico chiamò a raccolta i propri sostenitori per la manifestazione intitolata “L’Italia che non ha paura” contro il governo giallo-verde. Da quel giorno ne è passata di acqua sotto i ponti e ora i due partiti che per anni si sono presi a schiaffi stanno per convolare a nozze. Un matrimonio d’interesse, non c’è dubbio, ma sempre di matrimonio si tratta.

Quello tra Bosi e Bartalini è invece un matrimonio dove l’amore ha fatto passare in secondo piano le differenti opinioni politiche. Se ha funzionato con noi due, sembrano dire Gabriele e Chiara, perché non potrebbe funzionare tra Zingaretti e Di Maio?

La politica ovviamente è più complicata e difficile. E l’accordo di governo, se passerà il vaglio del Parlamento, non potrà cancellare la distanza che, in periferia, divide ancora il Pd dai 5 Stelle. Chiedere per esempio alla consigliera Silvia La Vita, che dopo aver fatto cinque anni di opposizione vede ancora il Pd, di Renzi o di Zingaretti o di Biffoni, come fumo negli occhi.

La storia di Chiara e Gabriele dimostra soltanto che, al di là delle convinzioni e degli schemi, ci si può quantomeno parlare come esseri umani. O più probabilmente che la politica non è tutto nella vita, anche per chi, come loro due, reputa molto importante il dibattito sulla cosa pubblica. Se fino a ieri, politicamente parlando, vivevano da separati in casa, domani potrebbero avere un ostacolo in meno. A patto che Zingaretti e Di Maio non ricomincino a litigare subito dopo aver pronunciato il fatidico sì. —

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