Il Tirreno

Prato

Brividi a Prato: Giovanni Nuti canta "Puppe a pera" del fratello Francesco

Azelio Biagioni
In piazza Duomo a Prato - durante lo spettacolo di Giovanni Veronesi con Alessandro Haber, Rocco Papaleo e Sergio Rubini - ecco uno speciale omaggio a Francesco Nuti. Durante lo show, tra l'emozione il regista Veronesi chiama sul palco proprio Giovanni Nuti, medico e artista, al quale chiede di cantare l&rsquo;inno del fratello, &ldquo;Puppe a pera&rdquo;. I due Giovanni si abbracciano. Nuti dice poche parole prima di esibirsi: &ldquo;Mi è difficile cantare questo brano &ndash; dice - E&rsquo; semplice perché sono quattro accordi, ma difficile perché occupo un posto che dovrebbe essere occupato da un altro&rdquo;. E l'emozione è tanta, perché la voce di Giovanni ricorda tantissimo quella di Francesco <a href="https://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2019/08/29/news/brividi-a-prato-giovanni-nuti-canta-puppe-a-pera-del-fratello-francesco-1.37393850">- L'ARTICOLO</a>
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In piazza Duomo a Prato - durante lo spettacolo di Giovanni Veronesi con Alessandro Haber, Rocco Papaleo e Sergio Rubini - ecco uno speciale omaggio a Francesco Nuti. Durante lo show, tra l'emozione il regista Veronesi chiama sul palco proprio Giovanni Nuti, medico e artista, al quale chiede di cantare l’inno del fratello, “Puppe a pera”. I due Giovanni si abbracciano. Nuti dice poche parole prima di esibirsi: “Mi è difficile cantare questo brano – dice - E’ semplice perché sono quattro accordi, ma difficile perché occupo un posto che dovrebbe essere occupato da un altro”. E l'emozione è tanta, perché la voce di Giovanni ricorda tantissimo quella di Francesco - L'ARTICOLO

Spettacolo di Giovanni Veronesi con Alessandro Haber, Rocco Papaleo e Sergio Rubini, in piazza del Duomo  Poi l'omaggio all'amico Francesco. Nuti insieme al fratello Giovanni

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PRATO. Oltre due ore di show. O meglio, di racconti, di gag, parti di vita privata che i protagonisti di “A ruota libera” hanno portato in scena sul palco di piazza Duomo, mercoledì sera, nell’anteprima di “Settembre. Prato è spettacolo”. Giovanni Veronesi (il regista) insieme ad Alessandro Haber, Rocco Papaleo e Sergio Rubini, accompagnati dall’orchestra “Musica da ripostiglio”, hanno snocciolato aneddoti e ricordi della loro vita sia artistica sia privata fra il calore del pubblico che ride e si diverte ascoltando questi quattro mattatori dello spettacolo.

Dentro lo show c’è un po’ di tutto: da episodi che strappano la risata a ricordi che fanno riflettere. Una serata che potremmo considerare un omaggio a Francesco Nuti. E’ Veronesi a ricordare l’amico durante lo spettacolo: “La mia vita – ammette – si divide in due parti. Prima di Nuti e dopo Nuti. Lui è un pezzo di me e a lui voglio bene come un fratello. Insieme abbiamo scritto i suoi film più belli. Vado a trovarlo spesso Francesco (l’attore si trova a Roma in una clinica, ndr), per me è come un fratello maggiore e anche nello stato vulnerabile in cui è ora quando mi guarda mi mette soggezione. Francesco fa parte della mia vita. E lo stesso bene lo voglio a Giovanni Nuti (il fratello di Francesco, ndr)”.

Ed ecco che il regista chiama sul palco proprio Giovanni Nuti, medico e artista, al quale chiede di cantare l’’inno’ del fratello, “Puppe a pera”. I due Giovanni si abbracciano. Nuti dice poche parole prima di esibirsi: “Mi è difficile cantare questo brano – dice - E’ semplice perché sono quattro accordi, ma difficile perché occupo un posto che dovrebbe essere occupato da un altro”.

Fra il pubblico anche gli attori Leonardo Pieraccioni e Valeria Solarino (compagna di Veronesi). Ognuno degli artisti protagonisti dello show sul palco racconta qualche episodio che gli è capitato durante le riprese di un film oppure scene di vita privata. E giù risate. C’è Sergio Rubini che ricorda la sua parte nel film “La passione di Cristo” di Mel Gibson, ad esempio. Giovanni Veronesi non può non ricordare Prato, la sua città natale. Haber simpaticamente viene preso in giro dal regista e Papaleo che fin prima dell’inizio dello spettacolo è stato in piazza a firmare autografi e farsi immortalare in foto ricordo, applaudito anche per la sua bella voce quando si è esibito in alcune canzoni. Quattro amici sul palco, per ricordare e scherzare. Per raccontare i “dietro le quinte” e mettersi a nudo con un pizzico di ironia.

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