Il presidio
È lì da due anni: impossibile rimuovere il Tir-discarica
Il camion fu incendiato dalle molotov in via Puglia e l’area è ancora sotto sequestro in attesa della chiusura delle indagini della Procura
prato. Prima era un camion, ora è una discarica. E chissà quanto rimarrà ancora lì, pessimo biglietto da visita per chi arriva a fare acquisti al Macrolotto di Iolo. Stiamo parlando del Tir a cui qualcuno non ancora identificato ha dato fuoco nella notte tra il 10 e l’11 novembre 2017 in via Puglia. Il camion è di un’azienda a conduzione pachistana che trasporta capi d’abbigliamento da Prato verso il Nord Europa. In quella notte di quasi due anni fa fu colpito da ben tre bottiglie incendiarie che mandarono in fumo il mezzo e il carico. Nell’abitacolo c’era un guardiano pachistano che riuscì a mettersi in salvo e disse di aver visto almeno uno degli incendiari, col volto coperto da un casco integrale. Sull’incendio hanno indagato i carabinieri del Nucleo investigativo e qualche settimana dopo emerse un’ipotesi, quella della guerra tra concorrenti, che poi è rimasta tale. Si ipotizzava cioè che il trasporto a basso costo di capi d’abbigliamento avesse dato fastidio a chi lavora nello stesso settore a tariffe più alte.
In attesa della conclusione delle indagini, anche il Tir però è rimasto al suo posto. O meglio, quello che ne resta: una cabina annerita dal fuoco e un cumulo di scatoloni e indumenti ormai inservibili nel piazzale.
Le migliaia di automobilisti che ogni giorno passan sulla tangenziale si chiedono come mai nessuno rimuova questo scempio. La risposta è che il camion e il suo carico sono ancora sotto sequestro a causa dell’indagine. E dunque il Comune, che potrebbe dare una sistemata al parcheggio, non può farlo.
Tra l’altro la fettuccia che delimita l’area teoricamente sotto sequestro ora è quasi invisibile ed è probabile che nel corso dei mesi qualcuno, vedendo l’ammasso di rifiuti, ne abbia aggiunti altri pensando che in fondo uno più, uno meno...
Bisognerà comunque trovare una soluzione. Le indagini non possono durare all’infinito e c’è un decoro da rispettare, anche in una zona come quella del Macrolotto di Iolo che non è famosa per il rispetto del decoro. Non può diventare terra di nessuno. —
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