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Prato

l’inchiesta 

Bambina intossicata, i genitori rischiano che venga loro tolta

Bambina intossicata, i genitori rischiano che venga loro tolta

Gli atti sono stati trasmessi al Tribunale dei minorenni I carabinieri analizzano la cartella clinica del ricovero

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prato. Gli atti dell’inchiesta sulla bambina di 9 mesi intossicata da hashish e cocaina, tuttora ricoverata all’ospedale Meyer di Firenze, sono stati trasmessi alla Procura presso il Tribunale dei minorenni e i genitori, indagati per lesioni colpose e detenzione di sostanze stupefacenti, rischiano seriamente di perdere la potestà genitoriale sulla propria figlia. Sarà il Tribunale dei minori a decidere, sulla base delle risultanze delle indagini, se i genitori sono in grado di provvedere alla bambina o se non sia opportuno darla in affidamento, nel suo interesse.

Si tratta di due procedimenti che si sviluppano in parallelo. Quello minorile è affidato alle valutazioni dei servizi sociali, mentre quello penale è materia per i carabinieri. A questo proposito il sostituto procuratore Gianpaolo Mocetti, d’intesa col procuratore Giuseppe Nicolosi, ha affidato ai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni l’accertamento più importante, cioè quello sulla cartella clinica della bambina. Si vuole capire cioè se l’episodio che ha dato origine al ricovero, cioè l’intossicazione da hashish e cocaina, sia un fatto isolato o piuttosto la conseguenza di più assunzioni accidentali. Se cioè la bambina abbia involontariamente ingerito un pezzetto di hashish in un giardino di Quarrata, come raccontano i genitori, oppure se l’intossicazione sia dovuta alla presenza costante di droga nell’abitazione della coppia, a Poggio a Caiano, come sospettano gli inquirenti. La Procura infatti è convinta che l’episodio scatenante sia avvenuto nell’abitazione, anche se la successiva perquisizione ha dato esito negativo (i genitori avrebbero avuto tutto il tempo di far sparire qualcosa di compromettente).

Ai carabinieri di Poggio a Caiano, invece, spetterà ricostruire la storia personale del padre e della madre della bambina, che sono stati descritti come tossicodipendenti. L’uomo ha anche qualche precedente per spaccio, seppur lontano nel tempo, mentre la donna sarebbe incensurata. Anche questa relazione avrà il suo peso sull’esito dell’inchiesta, ma i genitori verrebbero scagionati dall’accusa di aver provocato lesioni alla figlia solo se venisse provato che davvero sono andati ai giardini e lì la bambina ha messo in bocca un pezzetto di hashish. Una circostanza che al momento viene smentita dalle immagini delle telecamere, già analizzate dai carabinieri.

Nel caso invece che l’intossicazione fosse legata all’allattamento, non cambierebbe quasi nulla, perché la madre avrebbe dovuto preoccuparsi di non assumere sostanze in questa fase della sua vita. —

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