Il presidio
Tracce di cocaina e hashish nel sangue di una bambina
La piccola ha appena 9 mesi e i genitori sono stati indagati dalla Procura Hanno raccontato una storia a cui gli investigatori non danno alcun credito
prato. Ci sono tracce di hashish e di cocaina nel sangue di una bambina di appena 9 mesi, figlia di una coppia residente a Poggio a Caiano, e ora i genitori dovranno spiegare ai carabinieri come sia stato possibile che sia accaduto. Intanto sono stati indagati per lesioni colpose e detenzione di sostanze stupefacenti. Sostanze che non sono state trovate, ma il fatto che siano finite nel sangue della figlia è un indizio già più che sufficiente per la Procura.
La sconcertante vicenda è venuta alla luce mercoledì mattina, quando i genitori della bambina si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale di Prato dicendo che la figlia non stava bene. Forse non immaginavano che dagli esami sarebbe emersa la presenza di stupefacenti nel sangue della piccola e così hanno raccontato una storia che secondo gli investigatori non ha né capo né coda. Hanno cioè raccontato di essere andati in un giardino pubblico di Quarrata e di aver visto la figlia mettere in bocca un pezzetto di hashish raccolto nel prato. Stando al loro racconto, il pezzetto di hashish sarebbe stato gettato via, non si sa perché, prima di arrivare in ospedale.
La Procura sospetta invece che l’assunzione involontaria di droga sia avvenuta nell’abitazione dei coniugi, a Poggio a Caiano.
Saranno i carabinieri, su delega del sostituto procuratore Gianpaolo Mocetti, a fare accertamenti sulle circostanze che hanno portato al ricovero della bambina. Intanto hanno verificato dalle telecamere di sorveglianza che non risulterebbe la presenza della coppia di Poggio ai giardini di Quarrata nell’orario indicato dai due.
I genitori, lui operaio trentenne con qualche precedente per spaccio di droga, risalente a diversi anni fa; lei di 28 anni, disoccupata, sono entrambi tossicodipendenti.
Dopo gli esami compiuti all’ospedale di Prato, la piccola è stata trasferita all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e trattenuta in ossevazioen, anche se gli inquirenti dicono che è fuori pericolo.
L’idea che si sono fatti gli inquirenti è che l’assunzione di hashish e cocaina da parte della bambina sia avvenuta nella casa di Poggio a Caiano, che è stata trovata in condizioni igienico sanitarie abbastanza precarie. I genitori si sarebbero resi conto che la figlia stava male, avrebbero intuito anche la causa del malessere e avrebbero avuto tutto il tempo di eliminare qualsiasi traccia di droga dalla casa prima di portare la bambina in ospedale. Ma c’è anche un’altra ipotesi, e cioè la presenza di tracce di hashish e cocaina nel sangue della piccola sia una conseguenza dell’allattamento, la trasmissione delle droghe da parte di una madre che ne fa uso nonostante la sua condizione. Ai fini della eventuale responsabilità penale non cambia molto: i genitori dovrebbero rispondere di lesioni colpose anche se si accertasse che l’intossicazione è dovuta all’allattamento, perché una madre responsabile, sapendo di aver assunto certe sostanze, dovrebbe quantomeno usare il latte artificiale.
È ancora troppo presto per dirlo, ma ora i due giovani genitori rischiano di perdere anche l’affidamento della bambina. Deciderà il Tribunale dei minori all’esito dell’inchiesta penale. —
Paolo Nencioni
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