Il Tirreno

Prato

Una cattedra a 62 anni per Paola. E alla fine arrivano le lacrime di gioia - Foto

Maria Lardara
Scuola: prime immissioni in ruolo al liceo Copernico di Prato (foto Batavia)
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Scuola: prime immissioni in ruolo al liceo Copernico di Prato (foto Batavia)

Prato, dopo una lunga attesa tante maestre hanno firmato il ruolo definitivo. I 20 anni da precario di Emanuele

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PRATO. «Paola ci sei?». Le maestre del comprensivo Mascagni si stringono intorno alla collega che ce l’ha fatta. Sorrisi, abbracci, lacrime: tutte di gioia. Il 16 settembre, al suono della prima campanella, Paola e le altre si ritroveranno insieme alla primaria di San Paolo. Alla cattedra, con il ruolo definitivo. «Questa è una liberazione – confessa Paola Betti - Ormai non ho più voglia di festeggiare». Potere catartico di una firma, quella sul contratto a tempo indeterminato. Paola Betti ce l’ha fatta. A 62 anni è una delle poche maestre di ruolo specializzate sul sostegno. Ce l’ha fatta grazie al concorso del 2016 anche se il posto fisso, in teoria, era arrivato l’anno scorso dalle Gae (graduatorie ad esaurimento) “con riserva”. Ma l’iter dei diplomati magistrali era segnato, si sa, per via di una sentenza del Consiglio di Stato che li ha allontanati dalle Gae e quindi dall’accesso al ruolo. Paola però aveva superato il concorso 2016.

Lunedì 19, lei e altre decine di maestre hanno firmato il ruolo da graduatoria di merito (concorso ordinario 2016 e straordinario 2018). «Fra il 1999 e il 2012 non ci sono stati mai concorsi e io ho iniziato ad affacciarmi al mondo della scuola con le supplenze a 46 anni», racconta Paola che è fra i 113 docenti della materna e della primaria per i quali ieri mattina è scattata la chiamata del posto fisso. Primo giorno di assegnazioni attingendo dalle graduatorie di merito: giovedì prossimo altri 66 ruoli saranno assegnati da Gae.

Da Sarno a Prato. Tante le storie che s’intrecciano fra i corridoi del liceo di via Borgovalsugana. Come quella di Susanna Alisio Ruggiero, che realizza il sogno del posto fisso a 59 anni. Anche Susanna aveva preso parte all’ultimo concorso ordinario: prova scritta nel 2016, prova orale nel 2017. Ma le graduatorie di merito si sono formate a passo a lumaca e, soltanto ieri, la maestra ha avuto l’agognato ruolo.

Tutto cominciò con una supplenza di 15 giorni alla primaria Dalla Chiesa. Era il gennaio 2016: Susanna aveva salutato Sarno, sua città natale in provincia di Salerno, e a un’attività nel commercio. Fece la valigia per Prato, rimboccandosi le maniche. «Me la consigliò un familiare, era una provincia che dava possibilità e in effetti iniziarono a chiamarmi subito per le supplenze».

Susanna tornerà a insegnare alla primaria Le Fonti. «Non chiederò il trasferimento nella mia regione: qui mi trovo bene».

L’errore tecnico. Il ruolo a Prato lo dava per scontato, essendo la seconda a scegliere la città tessile dalla graduatoria del concorso 2016. Ma il 9 agosto Elisabetta Menicacci, 43 enne insegnante delle Lippi, ha scoperto di essere stata assegnata alla provincia di Arezzo, inserita come settima opzione di preferenza fra le province.

«Mi sono attaccata al telefono e, grazie alla Cgil, è stato risolto quello che era stato un errore tecnico in fase di assegnazione». Disguido risolto lunedì mattina, quando Elisabetta ha firmato. Finalmente la maestra potrà ritrovare i suoi alunni che ha traghettato in quinta elementare. Elisabetta si commuove: «Dopo giorni di attesa provo un senso di liberazione».

20 anni da precario. «Entro nel mio 21esimo anno di insegnamento. Sì, stavolta posso festeggiare sul serio». Maestro Emanuele Bresci può mettere la parola fine al suo «calvario» durato per due decenni. Ci ride su, con una punta d’amarezza. «Ho avuto due ruoli da due graduatorie diverse: il primo è arrivato l’anno scorso da Gae ma era a termine, condizionato dalla sentenza di merito negativa. Il secondo arriva ora, con il concorso straordinario 2018».

Concorso pensato per “sanare” la ferita dei diplomati magistrali esclusi dalle Gae dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Ma Emanuele ha studiato sodo. Gli è toccata la provincia di Prato e il maestro tornerà a insegnare alla primaria Marcocci, in una quinta classe che segue dalla terza.

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