Il Tirreno

Prato

il caso 

Ha comprato un camper: mamma con figlio disabile via dalla casa popolare

Paolo Nencioni
La signora Rossana Stella mostra il camper
◗
La signora Rossana Stella mostra il camper

Prato, una donna di 53 anni ha perso il diritto all’alloggio in virtù della legge regionale. «Ma io l’ho preso perché mi serve per la riabilitazione di mio figlio disabile»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Quando Rossana Stella, dipendente dell’Asl Toscana Centro, ha acquistato quella casa mobile non sospettava che questo le avrebbe fatto perdere il diritto a stare nella casa fissa, fatta di mattoni e cemento. Ma alla fine è andata proprio così: la donna, 53 anni, che vive in un alloggio dell’Edilizia pubblica pratese in via del Girasole, a San Giusto, ha ricevuto un provvedimento di sfratto che le intima di lasciare la casa entro 60 giorni.. La sua “colpa” è di aver acquistato un camper nel dicembre 2015. Quel giorno Rossana Stella non poteva sapere che stava firmando il suo stesso sfratto, perché la legge in base alla quale ora la mandano via è stata approvata tre anni dopo, nel gennaio di quest’anno. Si tratta della legge regionale numero 2, che dispone la decadenza dall’assegnazione della casa popolare per chi è proprietario di un veicolo di potenza superiore a 80 Kw (il camper è di 96) immatricolato negli ultimi cinque anni. Dunque è una legge retroattiva, la cui ratio è la seguente: se hai abbastanza denaro per acquistare un bene mobile di quel tipo, significa che puoi anche cercarti una casa in affitto sul libero mercato lasciando l’alloggio a chi ne ha davvero bisogno.

«Ma io quel camper l’ho comprato per la riabilitazione di mio figlio che è un portatore di handicap grave - dice Rossana Stella - Ho provato a spiegarlo in Comune, ma non hanno voluto sentire ragioni». La procedura per la decadenza dall’assegnazione è iniziata lo scorso 9 luglio e una settimana dopo l’assegnataria si è presentata negli uffici del Servizio sociale di via Roma con un’attestazione del Dipartimento di igiene mentale dell’Asl nel quale si certifica che l’acquisto del camper «risulta essere finalizzato alla cura e alla riabilitazione del figlio», ma le controdeduzioni della donna non hanno fatto breccia nel dirigente del Servizio sociale, Filippo Foti, che ha firmato l’atto di decadenza spiegando che l’unica eccezione contemplata dalla legge «riguarda gli autoveicoli che costituiscono beni strumentali aziendali». In altre parole, la signora se ne deve proprio andare, entro due mesi.

«La lettera mi è arrivata oggi - si dispera Rossana Stella - e ora non so dove sbattere la testa».

«Il primo a essere dispiaciuto sono io - commenta il vice sindaco e assessore ai Servizi sociali Luigi Biancalani - Terremo conto di tutto, ma se la signora non è in regola non possiamo non applicare la legge. Di casi come il suo ce ne sono molti altri e noi siamo tenuti a far rispettare le regole. D’altronde quando facciamo i controlli la gente si lamenta perché perde la casa; quando non li facciamo (e non succede, perché li facciamo) la gente si lamenta perché ci accusa di favorire qualcuno. Siamo tra l’incudine e il martello».

Una recente inchiesta della Procura vede indagati 25 assegnatari di case popolari che non avevano dichiarato la proprietà di altri immobili (in 13 casi sarebbe decaduto il diritto all’alloggio). Il caso della signora Stella è un po’ diverso perché non è accusata di aver mentito al Comune o all’Epp: fa le spese di una legge che non c’era quando ha deciso di comprare quel camper.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera