Italia
Carta di credito saccheggiata, Mps non rende i soldi al cliente
L’avvocato derubato ha sporto querela contro la banca: "Sapevano che era una truffa"
PRATO. Nel settembre 2017 l’avvocato Patrizio Fioravanti ha scoperto che gli avevano rubato oltre duemila euro dalla carta di credito, ma nonostante siano passati quasi due anni non è riuscito a recuperare il denaro. Per questo ha deciso in questi giorni di fare causa al Monte dei Paschi di Siena, dopo aver dato origine già nel 2017 a un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Firenze.
Una vicenda nella quale probabilmente si riconosceranno non pochi lettori, alla prese con banche molto leste a incassare e restie a pagare.
Ma andiamo per ordine. È il 21 settembre 2017 quando l’avvocato Fioravanti si accorge che dalla sua “Carta Montepaschi Credit” mancano 2003,39 euro. Il penalista si attacca al telefono e dalla banca gli dicono che sulla carta è già stata messa una “griglia di protezione” perché risulta una spesa anomala sul sito www.sanguedolce.biz. Fioravanti segue le istruzioni, presenta una querela in Procura (che poi finirà alla Dda per competenza funzionale) e manda tutto alla banca.
Tutto risolto? Non proprio. Un mese dopo riceve una mail dall’ufficio dispute Mps nel quale, a differenza della prima comunicazione, gli dicono che la transazione era stata ritenuta “formalmente corretta” e dunque che i soldi non gli sarebbero stati restituiti.
Nel frattempo la Procura di Firenze scopre che “formalmente corretta” è un’interpretazione un po’ generosa, per usare un eufemismo: si scopre cioè che la società Sanguedolce Consulting srl nel mese di agosto si è convenzionata con la Nexi Payment (la società che gestisce i pagamenti on line) per il servizio di pagamento digitale, ma che la convenzione è stata subito revocata «a causa del fatturato prodotto tramite l’accettazione di carte di credito di natura fraudolenta». La stessa Nexi sollecita Banca Unipol (dove i truffatori avevano aperto un conto) a bloccare gli importi e a risarcire i titolari delle carte di credito. Non solo Fioravanti, ma anche altri, per un importo totale di 17.000 euro. Unipol Banca esegue e bonifica 17.000 euro a CartaSì, ma l’avvocato pratese continua a non vedere un soldo.
«Già ai tempi in cui i rimborsi erano stati effettuati - spiega l’avvocato Fioravanti - il Monte dei Paschi, informato dalla Nexi, era perfettamente a conoscenza dell’illegalità dell’acquisto. Nonostante ciò, come già detto, ha ritenuto l’operazione formalmente corretta, negando ogni possibilità di riaccredito».
All’esito dell’indagine fiorentina, Fioravanti è tornato alla carica con tre mail al Monte dei Paschi in cui chiedeva di rivedere la propria posizione e restituire il maltolto, ma non ha ottenuto alcun riscontro e ora ha presentato una querela alla Procura di Siena nella quale ipotizza l’appropriazione indebita dei suoi denari da parte del colosso bancario. Insomma, ne ha fatto una questione di principio e se l’è potuto permettere perché lui per l’appunto è un avvocato. Ma quanti altri hanno preferito lasciar cadere la cosa per non perdere altro tempo e altri soldi?
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