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Prato

l’avanzata 

Bar Andrei, Bruno Rosi lascia ai cinesi dopo 58 anni

Azelio Biagioni
Bar Andrei, Bruno Rosi lascia ai cinesi dopo 58 anni

Gli esponenti del centrodestra al brindisi di addio. I ricordi del titolare: «Stavamo sempre aperti, anche a Ferragosto Qui ci lascio il cuore...»

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PRATO. Dietro quel bancone c’era da 58 anni. Era un ragazzino quando Bruno Rosi iniziò a lavorare al bar Andrei. Ora si chiude un capitolo, quel bar di via Magnolfi cambia gestione: passerà in mano a due giovani cinesi nati in Italia. Ieri è stato l’ultimo giorno della gestione Rosi, da oggi il locale sarà chiuso e riaprirà a fine mese con i nuovi gestori.

L’amaro in bocca ce l’ha Bruno Rosi, inutile negarlo: «Ci lascio il cuore in questo bar che era in gestione alla mia famiglia da 100 anni – confida – Ma c’è un punto in cui si tirano i remi in barca – ammette – I miei ragazzi hanno scelto strade diverse e ho deciso di vendere a due giovani cinesi nati in Italia e che parlano benissimo l’italiano». Ma di cui ancora non si conoscono i nomi.

Ieri sera c’è stato il saluto ai pratesi. L’idea è stata di Umberto Presutti Gallinella di Fratelli d’Italia. «Ma al di là del colore politico – precisa Rosi – qui c’è un fatto di amicizia e di conoscenza con Umberto. Lui e gli altri candidati consiglieri con Daniele Spada in campagna elettorale, avendo il comitato a due passi da me in via Magnolfi, sono sempre venuti nel mio bar e mi hanno sostenuto».

E all’appello di Presutti hanno risposto quelli del centrodestra, a partire da Daniele Spada, oltre a diverse persone che hanno deciso di recarsi in via Magnolfi e salutare il signor Bruno e i dipendenti dello storico locale. Dipendenti (cinque) che al momento non si sa se verranno riassunti dalla nuova gestione.

Rosi si lascia andare anche a qualche ricordo. Di come, ad esempio, il bar Andrei non conoscesse sosta. «Eravamo sempre aperti – dice – pure per Ferragosto. Non volevamo lasciare sola la città e le ferie le prendevamo a partire dal 16 agosto. Si lavorava pure per Natale e Pasqua, solo il lunedì di Pasquetta restavo chiuso. E questo locale è stato un faro acceso nella notte. Aprivamo alle 3,30 del mattino per chiudere alle 23. Così ho fatto anche oggi che è l’ultimo giorno». Una giornata iniziata come tutte le altre, ma con l’amarezza di terminare un lavoro durato una vita.

A fine agosto il bar Andrei, che probabilmente cambierà qualcosa anche nel nome, riaprirà con la nuova gestione. «Che – sottolinea Umberto Presutti Gallinella – mi auspico sia portata avanti nel migliore dei modi. Ho organizzato questo brindisi di saluto perché era doveroso farlo nei confronti di Bruno. A lui mi lega una vicinanza personale e poi abito qui vicino e so qual è la situazione della zona. Bruno ha sempre chiesto aiuto alle istituzioni ma non è mai stato ascoltato. E oggi, con dispiacere, si perde una vera istituzione. In questi anni si sono susseguite diverse giunte – termina Presutti – ma nessuna ha preso una posizione forte. I negozi chiudono e manca una politica per un vero rilancio del centro storico». —

Azelio Biagioni

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