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Quattrocento bimbi in lista d’attesa per entrare nei nidi d’infanzia comunali
Prato, tra un mese, non appena la Regione assegnerà i posti, i piccoli potranno essere dirottati sulle strutture private accreditate
PRATO. Non è bastata l’apertura di due nuovi asili nel settembre 2018 per azzerare le liste d’attesa dei nidi comunali. Questi ultimi registrano il tutto esaurito, anche per l’anno 2019/2020. Non c’è posto nemmeno al Pan di Ramerino (Maliseti) e alle Corridoni (Chiesanuova) aperti meno di un anno fa che hanno arricchito l’offerta educativa portando a dieci il numero dei nidi comunali presenti in città: stando alla lista d’attesa approvata dagli uffici di via Santa Caterina e aggiornata al 15 luglio scorso, risultano al momento 395 bimbi “espulsi” dai servizi educativi comunali, in lieve aumento rispetto al luglio 2018. In realtà, la lista d’attesa sarebbe solamente finalizzata a ottenere l’agevolazione per la frequenza nelle strutture private.
«Si tratta di utenti già iscritti ai nidi privati accreditati che figurano nella lista d’attesa dei servizi comunali per poi usufruire dei “posti bambino” che servono ad abbattere la retta – spiega il responsabile dei servizi educativi del Comune, Leonardo Sarri - A settembre, non appena la Regione assegnerà i posti, verrà smaltita tutta la lista d’attesa».
Nessun piccolo rimarrà dunque a casa grazie al sistema integrato pubblico-privato che consente di dirottare sui nidi privati accreditati i bimbi non ammessi al nido comunale, a parità (o quasi) di spesa per le famiglie. In pratica, la lista di attesa per i nidi d'infanzia comunali doveva essere approvata a metà luglio per poter poi individuare i beneficiari dei posti-bambino a tariffa agevolata.
Entro il 10 luglio i genitori dei bimbi in lista per gli asili nido comunali potevano richiedere al Comune l'assegnazione di un “posto-bambino” che il Comune acquista nei nidi privati: un buono-servizio erogato dalla Regione Toscana per abbattere la retta fino a un massimo di 400 euro mensili in funzione dell’Isee. Certo, la quota d’iscrizione nei nidi privati è generalmente più salata (fino a 130 euro), a fronte dei 30 euro per iscriversi in quelli comunali. Rispetto alla tariffa intera dei nidi comunali (510 euro per il tempo corto, 569 euro per il lungo e 615 euro per il tempo prolungato), i privati hanno inoltre facoltà di aumentare del 10% la tariffa mensile.
A Prato i servizi educativi “si salvano” e riescono a dare una risposta alla piccola utenza fino a 36 mesi grazie all’integrazione con i nidi privati accreditati: sono 34 quelli che hanno attivato con il Comune un rapporto di convenzione che prevede rette di frequenza calcolate su base Isee con l’attribuzione di un credito d’accesso che è in pratica l’agevolazione concessa. Ma prossimamente potrebbero aprire due nuovi nidi privati in città: alcune persone interessate sono passate dagli uffici comunali per chiedere informazioni e chiarimenti. Certo, la lista d’attesa per entrare nei nidi comunali è un fenomeno che è tornato negli ultimi tre anni, segno di un progressivo riavvicinamento delle famiglie ai nidi più che altro per necessità legate al lavoro.
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