Il Tirreno

Prato

il braccio di ferro 

La guerra del pane davanti alla Coop Il Si Cobas tenta la spallata al Panificio

Paolo Nencioni
La guerra del pane davanti alla Coop Il Si Cobas tenta la spallata al Panificio

Manifestazione all’ingresso del supermercato per convincere la cooperativa a fare pressione sull’azienda

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prato. La “guerra del pane” è iniziata l’anno scorso di questi tempi e ancora non se ne vede la fine. Ieri pomeriggio il campo di una battaglia stavolta incruenta, nonostante un massiccio schieramento della polizia, è stato l’ingresso del supermercato Coop al Parco Prato.

Come è noto, una trentina di operai pachistani del Panificio Toscano, organizzati dal sindacato Si Cobas, sono da dieci giorni in presidio permanente davanti all’azienda di via Onorio Vannucchi (ci hanno piazzato le tende), ma ieri sono tornati davanti alla Coop perché è quello per loro il bersaglio grosso. Il Panificio produce quasi soltanto per la Coop e il Si Cobas spera di ottenere un risultato facendo pressione sul cliente. Ottenere cosa? Scatti di anzianità e l’applicazione del contratto industriale panificatori anziché di quello artigianale. Con 5,50 euro l’ora non si campa. Lo vanno ripetendo da mesi, senza successo. Un tentativo di mediazione in Prefettura è fallito martedì e ora una cinquantina di pachistani sono tornati insieme a Luca Toscano e Sarah Caudiero del Si Cobas davanti alla Coop, dove il 3 dicembre dell’anno scorso si arrivò alle mani perché la vigilanza interna non gradì l’ingresso dei manifestanti nel reparto gastronomia. Stavolta gli operai sono rimasti fuori ma hanno urlato i loro slogan per farsi sentire dentro, hanno distribuito volantini ai clienti invitandoli a boicottare i prodotti della loro azienda, cioè il Panificio Toscano, volantini nei quali si consiglia una sorta di “mail bombing” all’indirizzo della Coop per indurre la cooperativa a fare pressioni sul panificio. Il rischio, lo sanno anche loro, è che accada quello che è già accaduto, e cioè che la Coop, stufa di subire un danno di immagine, sospenda o revochi la fornitura al Panificio Toscano. I sindacalisti del Si Cobas e i loro iscritti sono disposti a correre il rischio. «La Coop deve partecipare alla trattativa perché altrimenti passa il messaggio che chi protesta rischia di perdere il posto di lavoro - dicono Toscano e Caudiero - Da un anno chiediamo alla Coop di incontrare i lavoratori, anche perché c’è un codice etico che non può essere solo sulla carta».

Mentre i sindacalisti spiegano, gli operai urlano slogan ormai tradizionali: “Tocca uno, tocca tutti”. Ma anche: “Uil? Mafia! Cgil? Mafia”. Perché i sindacati confederali in questa vertenza sono accusati di stare dalla parte del padrone.

«Italiani, sostenete la nostra lotta - scandice uno dei manifestanti al microfono - perché oggi tocca a noi, domani potrebbe toccare a voi...». E a sorpresa arriva anche un’operaia cinese che simpatizza per il Si Cobas, quasi a voler sfatare l’esistenza di uno scontro tra cinesi e pachistani, emerso in maniera plateale lo scorso 19 giugno, quando una scazzottata tra operai in sciopero e cinesi davanti alla Gruccia Creations di via dello Sprone fece otto feriti.

Ma ce n’è anche per la polizia. «Perché venite a manganellare noi - urla uno dei manifestanti riferendosi agli scontri di un paio di settimane fa davanti alla tintoria Superlativa - e non andate dagli sfruttatori? Noi non abbiamo paura». —

Paolo Nencioni

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