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Truffe sugli incidenti stradali L’inchiesta trasmessa a Bologna

Matteo Leoni
Truffe sugli incidenti stradali L’inchiesta trasmessa a Bologna

Indagato un avvocato pratese che è accusato di aver fabbricato numerosi falsi certificati medici

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PRATO. Passano alla Procura di Bologna le indagini sull’avvocato di Prato Filippo Bresci, 45 anni, finito al centro di un’inchiesta per falso e truffe alle assicurazioni insieme al fiorentino Alessandro Girotto, 44 anni. In sede di udienza preliminare il gup di Firenze Alessandro Moneti, accogliendo una questione sollevata dagli avvocati difensori Michele Nigro e Antonio Olmi, si è dichiarato incompetente e ha trasmesso gli atti alla procura di Bologna. Decisione che comporterà un forte rallentamento dell’iter giudiziario. Il fascicolo sarà assegnato a un nuovo pm, che poi dovrà notificare di nuovo alle parti l’avviso di conclusione indagini e, se lo riterrà, chiedere al gup il rinvio a giudizio.

Lo scorso settembre Bresci fu interdetto per un anno dalla professione di avvocato a seguito di un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, con l’accusa di aver creato falsi certificarti medici per vittime di incidenti stradali realmente avvenuti. Lo avrebbe fatto, secondo le indagini coordinate dalla pm fiorentina Christine Von Borries, per aumentare i suoi guadagni ottenendo dalla assicurazioni il risarcimento dei presunti danni biologici patiti dai suoi assistiti. Il legale avrebbe ottenuto indebiti risarcimenti in relazione a numerosi incidenti stradali avvenuti nelle provincie di Firenze, Prato e Pistoia tra il 2013 e il 2015. La documentazione medica prodotta alle compagnie assicurative sarebbe stata completamente falsa. Fabbricata di sana pianta dell’avvocato, in concorso col suo complice: referti di pronto soccorso, ricevute di visite mediche e persino più articolare relazioni medico legali. Tutte carte intestate e firmate da medici realmente esistenti, risultati però all’oscuro di tutto e completamente estranei ai fatti. Nessun coinvolgimento neppure per le persone coinvolte negli incidenti, che si erano rivolte a lui in buona fede. Giovedì si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Moneti, che avrebbe dovuto decidere se prosciogliere il legale pratese e l’uomo accusato di essere suo complice, o se invece mandarli a processo. Tuttavia non è accaduto nulla di tutto questo. Il giudice infatti ha emesso una sentenza con cui ha dichiarato la propria incompetenza e trasmesso gli atti alla procura considerata territorialmente competente, quella appunto di Bologna. Un colpo di scena che fa seguito alla questione sollevata dai legali degli indagati, che hanno sottolineato l’impossibilità di stabilire il luogo della consumazione del reato più grave contestato, quello di falso derivante dalla compilazione dei certificati medici fasulli. La pm Christine Von Borries, hanno sostenuto gli avvocati in udienza, avrebbe indicato Firenze come luogo della compilazione della falsa documentazione sanitaria, senza però trovare solidi elementi che lo provassero. In questo caso, hanno specificato ancora i legali, la Procura di Bologna diventa competente perché proprio nel capoluogo dell’Emilia Romagna si sarebbe consumato per la prima volta il secondo reato contestato, quello di truffa alle assicurazioni, attraverso l’invio di una lettera di richiesta di risarcimento danni alla sede Bolognese di Unipol. Una tesi che ha convinto il giudice. —

Matteo Leoni

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