Italia
Nuova vita per gli asili cinesi controllati: su cinque soltanto uno ha ancora i sigilli
Siamo andati a vedere che cosa è successo nelle strutture sanzionate. Lavori in corso in via Busoni, Marco Polo (quello dei maltrattamenti) ha cambiato nome, Il Girasole si è messo in regola
PRATO. La palla va e viene: se ne intravede appena il movimento in un cortile coperto da una rete. Si gioca fra i capannoni del Macrolotto 1 in un venerdì mattina di metà luglio. La voce chiassosa di tanti bambini cinesi rimbomba nel deserto di via Toscana, quasi un allegro diversivo in mezzo a tante fabbriche tessili. Svetta l’insegna del centro culturale “Nuovo Mondo”, quello che fino a pochi mesi fa si chiamava “Marco Polo”. È stata cambiata l’insegna ma il luogo è sempre lo stesso, quello del doposcuola dove nel gennaio scorso furono arrestate due maestre accusate di aver maltrattato i bambini. Fu quel caso a scoperchiare il vaso di Pandora. I riflettori del Comune e della polizia municipale si accesero subito sui centri multiculturali cinesi che facevano da copertura ad asili “abusivi”. Alcuni sono stati sequestrati, altri sono stati sanzionati per irregolarità sul piano della sicurezza.
Sette strutture in sette mesi: l’ultima in via San Vincenzo, pochi giorni fa. Anche qui sono scattati i sigilli perché l’attività educativa era senza autorizzazioni. A distanza di pochi mesi, siamo andati a visitare alcuni di questi “asili” abusivi per capire quali sono state le conseguenze del pugno di ferro portato avanti dal Comune.
Sabato mattina, 13 luglio, il “Nuovo Mondo” di via Toscana aveva tutta l’aria di un centro estivo per bambini più grandicelli. Almeno in cortile, non si vedevano giocare bimbi piccoli. Stesso copione a San Giusto, in via della Rimembranza. Qui siamo nei locali di proprietà della Pieve di San Giusto in Piazzanese dove il 9 aprile scorso intervennero polizia municipale e vigili del fuoco contestando al centro culturale “Il Girasole” alcune irregolarità come le uscite di sicurezza e la presenza di due bombole di gas. «Tutte sanate: l’attività non s’è mai fermata non essendoci stato sequestro». Parola di don Helmut Szeliga, parroco di San Giusto. Fra le contestazioni, la presenza di due bimbi di età inferiore ai 36 mesi. «Erano stati inseriti nel registro perché i genitori erano nuovi soci ma è stato poi dimostrato che non fossero presenti in struttura». Sabato mattina i piccoli ospiti del centro “Il Girasole” scorrazzavano tutti allegri nel campetto basket.
Ci spostiamo dall’altra parte della città, in via Mameli (traversa di via Filzi). È il 28 febbraio quando scattano i sigilli su uno stanzone adibito a nido abusivo. E i sigilli ci sono ancora. «Non si è più visto nessuno: in quello spazio ci facevano di tutto», racconta un artigiano pratese che lavora sulla strada. Lavori in corso invece in via Busoni a Borgonuovo, il centro multiculturale gestito dall’associazione d’Amicizia dei cinesi sequestrato il 27 marzo. Furono riscontrate gravi carenze strutturali e una palestra abusiva. All’esterno dell’immobile di via Busoni campeggia un cartello con l’indicazione dell’avvio lavori e del progetto architettonico affidato ad Agostino Gestri (figlio dell’ex presidente della Provincia). Ieri mattina gli operai erano al lavoro per risistemare la struttura. «Riaprirà a settembre, ma solo a metà», fa sapere uno di loro.
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