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Prato

l’inchiesta 

Prostitute cinesi di lusso negli alberghi Sei arresti dopo la guerra tra bande

Prostitute cinesi di lusso negli alberghi Sei arresti dopo la guerra tra bande

Perquisiti sei hotel e identificate 16 giovani orientali: una notte intera con loro poteva costare fino a 500 euro

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prato. Per sei cinesi è scattato l’arresto e per un settimo orientale l’obbligo di dimora nell’ambito di un’inchiesta su una serie di estorsioni e di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I provvedimenti sono il risultato di un’operazione portata avanti dai poliziotti della squadra mobile, con il coordinamento dei sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Gianpaolo Mocetti, che ieri mattina ha portato a perquisizioni in sei alberghi della città, tutti a conduzione cinese.

L’ipotesi sulla quale hanno lavorato i poliziotti è che in tali hotel esistesse un fiorente mercato della prostituzione orientale di lusso. Come è stato riferito durante la conferenza stampa alla presenza del procuratore Giuseppe Nicolosi e del capo della squadra mobile Gianluca Aurilia, dei 7 indagati 3 sono accusati di reati legati alla prostituzione (sfruttamento o favoreggiamento) – tra loro anche una donna, che avrebbe gestito un giro di ragazze asiatiche – 3 di estorsione aggravata dall’uso della violenza e uno di rissa.

Secondo quanto riferito dalla Procura, uno dei sette indagati sarebbe stato condannato in passato per omicidio, reato per cui ha scontato una pena di 20 anni (finita a luglio 2018). L’uomo, insieme ad almeno altri due degli indagati, secondo la Procura sarebbe un personaggio di spicco della criminalità cinese, proveniente da fuori Prato.

Tra gli arrestati figura anche Lin Xia, 49 anni, a cui l’ordinanza è stata notificata in carcere, dove si trova perché coinvolto nelle indagini sulla sanguinosa rissa del 4 luglio 2018 nel parcheggio delle Cascine di Tavola. Una rissa, fu detto dagli inquirenti quando venne data notizia degli arresti, nata tra due gruppi contrapposti per il controllo della prostituzione. E sempre da una rissa è partita l’inchiesta che ha portato ai sette provvedimenti di custodia di ieri. È avvenuta il 9 febbraio scorso in una stanza del Wall Art Apartmenthotel di viale della Repubblica 8, con modalità particolarmente violente (furono usati manganelli e coltelli), ed ha visto coinvolte sei persone, che furono tutte identificate (tra cui due dei 7 indagati). L’episodio aveva destato i sospetti della squadra mobile, che ha quindi approfondito sull’accaduto.

«Quella emersa è un’attività consistente – ha commentato il procuratore Nicolosi – che ci allarma perché rimanda ad un quadro di attività economiche illecite sottoposte a controllo anche in maniera violenta e da parte di personaggi chiamati appositamente per regolarle. Uno stato di cose che richiama modalità vicine a quelle mafiose».

In quattro degli alberghi perquisiti – l’Hotel Datini di viale Marconi, lo Charme Hotel in via delle Badie, il Wall Art di viale della Repubblica 8, il Luxury Hotel di via Paronese – sono state identificate 16 donne cinesi, probabili vittime di sfruttamento della prostituzione. Per lo più di giovane età, si trovano in Italia con un visto turistico. Negli altri due – il Golf Hotel di via Traversa del Crocifisso e il Bed & breakfast Sol Levante – non sono state trovate donne sospette. Al momento i titolari e i gestori degli alberghi non sono accusati di nulla, in quanto sarebbero stati all’oscuro dell’attività delle prostitute, fatta eccezione per il Luxury, come ha chiarito il procuratore Nicolosi. Quella esercitata sarebbe una prostituzione “di lusso”: per una prestazione i clienti pagavano da un minimo di 150 euro fino anche a 500 (costo del “pacchetto” per l’intera notte). Si sarebbe trattato inoltre di un’attività ben strutturata: l’ipotesi degli inquirenti è che il contatto con i clienti avvenisse in locali e circoli privati della città, mentre gli incontri sarebbero stati poi fissati soprattutto attraverso applicazioni di messaggistica istantanea. —

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