Il Tirreno

Prato

Scontri davanti al Panificio Toscano, la polizia sgombera il picchetto - Video

di Paolo Nencioni
Nel video diffuso da Si Cobas si vede un poliziotto che colpisce con un pugno un operaio
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Nel video diffuso da Si Cobas si vede un poliziotto che colpisce con un pugno un operaio

I lavoratori tornano a protestare ai cancelli dell'azienda. Il sindacato: "Non sono state mantenute le promesse". Denunciati un sindacalista e un operaio

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PRATO. Le prendono dai cinesi e dai poliziotti. Gli operai pachistani organizzati dal sindacato Si Cobas che reclamano il rispetto dei diritti e migliori condizioni di salario e di lavoro sono ancora in trincea e anche nella notte appena trascorsa sono stati protagonisti di una protesta che è stata stroncata dall'intervento della polizia. Alle 3 alcune decine di lavoratori si sono presentati davanti ai cancelli del Panificio Toscano in via Onorio Vannucchi e alle 6,30 il picchetto è stato sgomberato con la forza dal reparto mobile della polizia, che ha fermato il sindacalista Luca Toscano e un lavoratore pachistano. La protesta si è poi spostata davanti alla Questura. Il sindacalista e l'operaio sono stati poi denunciati, mentre un operaio pachistano e un poliziotto sono finiti all'ospedale per le contusioni e sono stati giudicati guaribili in otto giorni. In un video diffuso dal sindacato si vede un poliziotto che colpisce con un paio di pugni uno degli operai dopo averlo immobilizzato a terra.

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Quella del Panificio Toscano, fornitore di pane per l'Unicoop Firenze che oltre allo stabilimento pratese ne ha uno a Collesalvetti, sembrava una storia finita, dopo la dura vertenza dell'anno scorso al termine della quale il sindacato aveva ottenuto l'assunzione dei lavoratori e la promessa di una revisione dell'inquadramento professionale. "In realtà - spiega Sarah Caudiero del Si Cobas - è stato rivisto l'inquadramento per 35 posizioni su 130, senza un preciso criterio. Per questo siamo tornati davanti all'azienda a protestare". C'erano anche alcuni lavoratori della Tintoria Superlativa di via Inghirami, il cui picchetto è stato sgomberato lo scorso 5 luglio. Due settimane prima, il 19 giugno, i pachistani erano stati protagonisti di un duro scontro davanti alla Gruccia Creations di via dello Sprone, un'altra azienda a conduzione cinese, e lì ci furono otto feriti con uno scambio di accuse incrociate tra cinesi e pachistani.

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"Dopo un anno dall'inizio della vertenza sindacale, continua a non essere applicato correttamente il contratto nazionale di lavoro - si legge in un comunicato del Si Cobas sulla situazione al Panificio Toscano - Lo stato di agitazione è ripartito dopo sei mesi di richieste di apertura di un tavolo di confronto dal quale l'azienda si è sempre voluta sottrarre. Dispiace, per l'ennesima volta, essere l'unica sigla sindacale ad attivarsi per richiedere il rispetto dei diritti dei lavoratori. Deprecabile la totale accondiscendenza della Uil. Incomprensibile l'immobilismo della Cgil, a cui da settimane abbiamo chiesto senza successo un impegno comune e condiviso sulla vicenda. Eppure durante il tavolo in Prefettura dello scorso dicembre si erano schierati dalla nostra parte richiedendo l'applicazione del contratto per l'industria. Panificio Toscano, 140 dipendenti e fornitore della grande distribuzione organizzata, applica il contratto nazionale previsto per le realtà “artigianali” invece che quello indicato per le realtà industriali. Il risultato è: retribuzioni mensili da circa 1.250 euro (lordi!) per lavoratori che svolgono un lavoro qualificato. Niente scatti di anzianità. Queste sono le condizioni della maggioranza dei lavoratori, che – alcuni dopo molti anni di servizio - continuano ad essere inquadrati all'ultimo livello e a non vedere riconosciute capacità ed esperienza maturata. L'impegno assunto dall'azienda di adeguare i livelli di inquadramento del personale entro il mesi di giugno appena trascorso, è stato poco più di una presa in giro: 37 su 138 sono stati i lavoratori sono stati coinvolti. Ma anche il merito e il metodo completamente arbitrario nella scelta dei lavoratori reinquadrati è da contestare.  Con lo sciopero continuiamo a richiedere il riconoscimento immediato dei giusti livelli di inquadramento del personale e un percorso che porti all'applicazione del contratto nazionale dei Panifici Industriali. Da mesi come sindacato siamo impegnati in dure vertenze nel “distretto illegale” del tessile pratese. Quando si parla di fornitori UniCoop, ci si aspetterebbe qualcosa di davvero diverso da quella che ama raccontarsi come la “buona e sana imprenditoria”. Non la luna: ma almeno il rispetto di quello che è sancito dai contratti nazionali. E il rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori. Ma così non è: la scorsa settimana alcuni nostri iscritti hanno ricevuto una lettera di contestazione disciplinare per “abbandono del posto di lavoro” per aver aderito ad un sciopero. Il “Codice Etico” della Coop conta ancora qualcosa o è solo pubblicità ingannevole?".

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La replica dell'azienda. Il Panificio Toscano ha diffuso una nota in cui replica alle affermazioni del Si Cobas. "Questa notte - si legge nella nota - alcuni aderenti al sindacato Si Cobas, ed alcuni dei quali addirittura estranei all’azienda, hanno tentato di bloccare i cancelli dello stabilimento di Prato del Panificio Toscano al fine di impedire l’uscita degli automezzi. Ricordiamo che queste forme di agitazione sono illegittime e che per questo, in passato, alcuni esponenti del movimento sono stati sotto indagine da parte della Procura. Nel merito la motivazione della protesta è assolutamente priva di ogni reale riferimento ad inadempimenti di accordi sindacali aziendali in quanto l’azienda ha dato attuazione all’accordo sottoscritto con i Cgil e Uil nel settembre 2018, nel pieno rispetto dei numeri e delle date previste".

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"E’ sintomatico - aggiunge la nota - che non solo Cgil e Uil non abbiano indetto alcuno sciopero od altra manifestazione sindacale di protesta visto che l’accordo per il quale si denuncia il mancato rispetto da parte di Panificio Toscano è sottoscritto dai sindacati confederali e non dai Si Cobas. E’ ulteriormente sintomatico il fatto che nessun iscritto alle Organizzazioni Sindacali riconosciute dall’art. 19 L. 300/70 abbia mai partecipato ad una manifestazione indetta dai Si Cobas e che nessun altro dipendente di Panificio Toscano abbia mai aderito anche tra i non iscritti ad alcuna sigla sindacale. In merito alla richiesta di adozione di un contratto di lavoro diverso da quello attuato, che si ricorda essere un contratto sottoscritto a livello nazionale dalle sigle sindacali più rappresentative, Cgil, Cisl e Uil, si ricorda  che la questione è  all’esame della Commissione Nazionale prevista e già attivata ed è ulteriormente oggetto di esame da parte delle organizzazioni sindacali datoriali e dei lavoratori nell’ambito della trattativa del rinnovo del contratto nazionale scaduto, in quanto la posizione di Panificio Toscano è comune a diverse altre unità produttive, per cui viene affrontata sul piano nazionale".

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"Non si ravvisano dunque le ragioni addotte dal sindacato Si Cobas a sostegno dello stato di agitazione e non si comprende  il coinvolgimento dei soggetti che sono in rapporti commerciali con Panificio Toscano, se non con la volontà precisa e deliberata di nuocere all’azienda e alle maestranze occupate che non siano di osservanza Si Cobas. L’Azienda conferma di agire nel pieno rispetto degli accordi sindacali sottoscritti con le organizzazioni sindacali legittimate e di avere un costante confronto con le stesse. Allo scopo di evitare che la situazione degeneri, anche come reazione degli altri dipendenti a questa situazione di violenza che debbono subire e che hanno più volte denunciato sottoscrivendosi anche in maniera formale, Panificio Toscano richiederà l’intervento delle Istituzioni territoriali e della Magistratura competente. Panificio Toscano chiede, inoltre, agli organi di stampa di verificare con le organizzazioni sindacali Cgil e Uil, la effettiva veridicità della situazione allo scopo di non indicare le iniziative dei Si Cobas come attività riferibile alle organizzazioni sindacali".

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