Il Tirreno

Prato

il caso 

Un’estate senza le ciambelline del Magnolfi

Maria Lardara
Un’estate senza le ciambelline del Magnolfi

Lo storico bar comprato da Weng Yu ha chiuso per ristrutturazione. Pesanti dubbi della Cgil sui posti di lavoro

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prato. Ciambelline sì, ciambelline no. Non è certo il futuro dei leggendari dolcetti che hanno fatto la storia del bar Magnolfi a dare pensiero alla Filcams Cgil di Prato. Il sindacato di piazza Mercatale ha raccolto le segnalazioni di alcuni lavoratori dello storico esercizio di piazza San Francesco che ieri sera ha abbassato la saracinesca, tecnicamente “per lavori di ristrutturazione”.

Dovrebbe riaprire il 5 settembre, alla vigilia dei festeggiamenti pratesi per la Madonna, con la nuova gestione guidata dall’imprenditore Weng Yu (per gli amici italiani “Ilario”) che è anche il titolare del bar Orgiù di via Roma. Battute, ricordi e saluti commossi hanno fatto da sfondo all’ultimo giorno della storica insegna pratese immortalata dalla grande foto in bianco e nero che campeggia dentro il locale.

La musica non era poi diversa dalle altre mattine. Chi leggeva il giornale ai tavolini, chi si fermava per una colazione e poi via al lavoro. Ma era la musica che accompagna i titoli di coda. «Come faremo senza di voi?», chiede una ragazza. Una coppia la butta sull’ironia per sdrammatizzare: «Via, ora smettete di offrirci il caffè».

“Poesia” a parte, intanto il sindacato vuole vederci chiaro. «Per conto dei lavoratori che ci hanno conferito mandato, siamo a richiedere con la massima un incontro, in assenza del quale procederemo secondo legge e contratti applicati». Firmato Alberto Santini, segretario della Filcams Cgil. La lettera con la richiesta d’incontro è stata inviata via Pec alla società Magnolfi srl e, per conoscenza, agli uffici pratesi dell’Ispettorato del lavoro il 21 giugno scorso.

«Sappiamo che è in corso una cessione di azienda ad altra società ma non è chiaro a noi come ai dipendenti medesimi il loro futuro visto che per legge devono passare alle dipendenze della società acquirente». Il timore è che possano esserci ripercussioni legate alla perdita di quattro posti di lavoro durante il passaggio alla nuova gestione cinese. Timore che la Cgil esprime avendo degli elementi ben precisi in mano che, al momento, non specifica. «La città s’è indignata per il passaggio dell’attività a un imprenditore cinese ma nessuno si è chiesto che fine faranno i lavoratori – fa notare Santini – Non vorremmo mai che in questa fase venissero fuori criticità legate alla gestione del personale. Di qui la richiesta di incontro urgente».

Richiesta d’incontro urgente al momento caduta nel vuoto. Interpellato dal Tirreno Andrea Atzori, uno dei soci del bar Magnolfi, respinge al mittente ogni dubbio sui rapporti di lavoro e sugli eventuali licenziamenti. «Di cosa stiamo parlando? Non c’è ancora nessun atto di cessione. E poi i miei dipendenti sono super tutelati, dal primo all’ultimo. Del bar Magnolfi si è parlato fin troppo». La Filcams Cgil promette battaglia e così scriveva ieri sulla sua pagina Facebook. «Nessuna risposta alla Pec inviata dal sindacato, quindi procederemo sulle due società coinvolte (quella pratese e quella cinese, ndr). Questa “ciambella” sa di bruciato». Il riferimento culinario non è casuale. —

Maria Lardara

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