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Biffoni bis, lavori in corso. Spunta l’ipotesi Wong
Prato, nuova giunta, i tre assessori “intoccabili” sono Faggi, Barberis e Squittieri
La lista civica reclama un posto: De Marzi, Querci o l’ingegnere cinese
PRATO. Squadra che vince non si cambia. O quasi. In fondo, il detto vale anche in politica. Da una parte, i tre “intoccabili” del Biffoni – bis: il vicesindaco Simone Faggi, Valerio Barberis (urbanistica) e Benedetta Squittieri (personale). Dall’altra, altri due papabili “ex” con ottime chances di rientrare: Luigi Biancalani (sociale) e Simone Mangani (cultura). E non è detto che non possa tornare Monia Faltoni, sempre con delega al bilancio. Archiviata l’euforia elettorale, il sindaco Biffoni s’è concesso un giorno di pausa per staccare la spina e ricaricare le pile in vista della prima fatica: la scelta della squadra che lo affiancherà nei prossimi cinque anni. Squadra che sarà ufficializzata fra lunedì e martedì prossimi. Due i nodi: le “quote rosa” da garantire (almeno quattro donne, come era stato nell’ultimo quinquennio) e il nome dell’assessore in quota lista civica, seconda forza di maggioranza con quattro eletti in consiglio.
«Visto l’ottimo risultato della lista, sarebbe auspicabile che questa ricevesse un riconoscimento importante con un assessorato. Se non nella mia persona, almeno la figura andrebbe cercata fra gli eletti». Lo fa notare l’uscente Rosanna Sciumbata, ex presidente della commissione 1, regina di preferenze della lista. Non solo la partita potrebbe giocarsi sul nome di Marzia De Marzi, presidente dell’Ordine degli architetti che però è la prima dei non eletti e potrebbe ereditare le deleghe di Filippo Alessi (mobilità, centro storico, ambiente) ma spunta anche l’ipotesi dell’ingegnere Marco Wong, consigliere eletto di origine cinese. Se dall’entourage del sindaco escludono che la candidatura di Wong possa essere in ballo, all’interno della lista civica c’è chi vedrebbe bene come assessore il presidente onorario di Associna. Una scelta “coraggiosa” in una realtà come Prato, sulla scia della “provocazione” di Aldo Milone lanciata pochi giorni fa sul Tirreno. In lizza anche Francesco Querci, presidente del consorzio Santa Trinita che esprime in consiglio un suo rappresentante: Giacomo Sbolgi, secondo eletto della civica alle spalle di Sciumbata. Ma anche Demos reclamerebbe un posto in giunta, in virtù dell’elezione di un consigliere nella persona di Massimo Carlesi. Il partito che a Prato fa riferimento a Lorenzo Marchi avrebbe indicato l’imprenditrice Cristina Pacini, dirigente di Confartigianato e presidente del Centro di aiuto alla vita.
Ipotesi difficile da digerire in certi ambienti della sinistra radicale che, al ballottaggio, si sono schierati con Biffoni. «Sì, è vero. Ho fatto campagna elettorale per Demos – conferma Pacini – ma non ho avuto nessun contatto…». Profilo giusto per un’eventuale delega allo sviluppo economico, quella dell’ex assessora Daniela Toccafondi. Certo, un’eventuale coppia Pacini-Biancalani sposterebbe molto l’asse della giunta Biffoni verso il mondo cattolico. Ma al sociale resta sempre in piedi l’ipotesi di Gabriele Alberti, ex presidente della commissione 5. Altre due new entry certe: Ilaria Santi alla pubblica istruzione e Luca Vannucci, ex consigliere delegato allo sport dimessosi in seguito all’inchiesta sui lavori al Lungobisenzio. La componente “zingarettiana” è la grande assente in questa rosa di papabili assessori.
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