Il Tirreno

Prato

Figlio col quindicenne, slitta l'udienza e si va verso il rito immediato

di Paolo Nencioni
L'arrivo in Tribunale del marito della donna insieme agli avvocati (foto Batavia)
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L'arrivo in Tribunale del marito della donna insieme agli avvocati (foto Batavia)

L'avvocato di parte civile si è accorto che manca un atto della difesa e il giudice ha rinviato a venerdì 14. Se venisse respinta la richiesta di giudizio abbreviato salterebbe lo sconto sulla pena. Il marito della donna: "Mi sento il padre del bambino"

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PRATO. È stata rinviata a venerdì 14 l'udienza davanti al gup nel procedimento a carico dell'operatrice socio-sanitaria pratese di 31 anni accusata di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo che all'epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 14 anni, dal quale poi ha avuto anche un bambino. Nel processo è imputato anche il marito, accusato di essersi attribuito la paternità del figlio pur sapendo che non era suo. Oggi, 12 giugno, il giudice dell'udienza preliminare Francesco Pallini avrebe dovuto decidere se ammettere il giudizio abbreviato, chiesto dagli avvocati difensori Mattia Alfano e Massimo Nistri, ma l'avvocato di parte civile che assiste la famiglia del ragazzo, Roberta Roviello, si è accorta che nel fascicolo non c'era la procura speciale che serve appunto per chiedere il rito abbreviato.

Un difetto formale che però rischia di avere pesanti conseguenze sostanziali. In assenza di quell'atto il giudice sarebbe costretto a fissare il processo con rito immediato, quello in cui si passa dall'indagine al dibattimento saltando l'udienza preliminare, come già chiesto dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli. Questo significa che in caso di condanna non ci sarebbe lo sconto di un terzo della pena come invece previsto dal rito abbreviato, in cui il giudizio si definisce in sede di udienza preliminare.

"Affronto il processo a testa alta perché ho la coscienza a posto" ha detto il marito della donna entrando a Palazzo di giustizia insieme agli avvocati difensori. "Mi sento il padre del bambino" ha detto rispondendo ai cronisti prima di salire al secondo piano del Palazzo di giustizia.

"Ci sono abbreviati e abbreviati - ha commentato l'avvocato Mattia Alfano prima di entrare in aula - La nostra scelta è stata quella di uscire dal procedimento il più presto possibile. C'è chi sceglie il rito abbreviato per ottenere uno sconto di pena. Il nostro caso è diverso. Il mio assistito vuole uscirne a testa alta". Ora però tutto si complica perché manca la procura speciale e venerdì il giudice potrebbe respingere la richiesta di rito abbreviato. Secondo l'avvocato di parte civile Roberta Roviello la mancanza non è sanabile.

I difensori della coppia intanto hanno presentato due relazioni al giudice: una perizia psicologica per "dimostrare l'impossibilità dell'assistita di reiterare il reato" - funzionale a ottenere un'attenuazione della misura - e una relazione che fa leva sulla presunta inattendibilità del 15enne, il quale ha reso dichiarazioni in un incidente probatorio. I pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli sostengono che la donna avesse avuto coscientemente relazioni sessuali con l'adolescente sin da quando questo aveva 13 anni. Questa circostanza è stata confermata dal ragazzino nel corso dell'incidente probatorio ma smentita due volte dall'indagata negli interrogatori del gip.

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