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Uno, due, tre via: partito l’Apista Gragnaniello Direzione Capo Nord

Fabrizia Prota
Uno, due, tre via: partito l’Apista Gragnaniello Direzione Capo Nord

Il pensionato montemurlese ha ricevuto il saluto di buon viaggio dal sindaco Calamai che gli ha regalato un portachiavi portafortuna

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MONTEMURLO. La straordinaria avventura “a 3 ruote” di Angiolo Gragnaniello è cominciata. Poco dopo le 9 di ieri il pensionato montemurlese – 70 anni a luglio, ex programmatore informatico – è partito dalla sua casa di Bagnolo a bordo del suo Ape 50 camperizzato per un viaggio fuori dal comune: destinazione Capo Nord, in Norvegia, e ritorno. Ottomila chilometri attraverso 40 tappe che toccheranno 11 Paesi d’Europa. Vietate autostrade e superstrade – sulle quali l’Ape non può circolare – e anche gli alberghi: si dorme nel retro del mezzo, che grazie ad un pianale di legno retraibile e un materasso pieghevole, diventa una “confortevole” camera da letto con vista sulle stelle. «Non è certo un albergo di lusso, ma c’è tutto quello che serve» scherza Gragnaniello, che dell’ironia, unita alla passione irrefrenabile per i viaggi, ha fatto il suo punto di forza. “Tre ruote e una gamba” si legge su un cartello sul suo apecar rosso fiammante: «È il mio stemma da cavaliere – commenta orgoglioso –. Con queste 2 cose posso andare ovunque». Gragnaniello ha infatti una protesi alla gamba destra, amputatagli da giovane, e, stranezza del destino, fu proprio la sua disabilità a fargli incontrare per la prima volta l’Ape 50 nel 1970, quando, prima di riuscire ad ottenere la patente, era l’unico mezzo che potesse guidare. E nacque un grande amore. Che lo porta lontano, come in questa “spedizione”, l’ultima di una serie che negli ultimi anni lo ha visto raggiungere, tra le tante, Medjugorje e Santiago de Compostela. L’obiettivo è arrivare a Capo Nord per il 21 giugno, solstizio d’estate. Una sosta di una notte e via, si torna indietro, lungo una strada diversa. «Il bello di questa esperienza non è andare a vedere Capo Nord – spiega l’”apista” – ma il viaggio. Vedere luoghi e paesaggi di cui, viaggiando a 130 chilometri all’ora in autostrada, perderesti la bellezza». Il rientro a casa è previsto intorno al 5 luglio, dopo circa 25 giorni d'avventura che Gragnaniello condividerà con il cuneese Davide Rabbia, suo compagno viaggio già nella spedizione in Bosnia. L’incontro tra i due a Trento, la prima sera di viaggio. Da lì proseguiranno insieme per la seconda tappa: Monaco di Baviera. La parte del viaggio che Gragnaniello aspetta con più emozione è partire. «Mi dà un grande senso di libertà – dice –. Se poi proprio devo scegliere sono curioso di vedere la Finlandia, coi suoi laghi». E sulle paure: «Non ne ho – rivela –. Sono sicuro che gli imprevisti ci saranno, fa parte del viaggio, come della vita. Ma li affronteremo». A salutare il coraggioso “apenauta” alla partenza e fargli l’in bocca al lupo da parte della città, c’era anche il sindaco di Montemurlo Simone Calamai: «Non potevo mancare – ha detto –. Un’esperienza come questa deve essere raccontata, perché ci vuole davvero tanta passione per fare un viaggio così. E Angiolo ce l’ha». Calamai ha portato a Gragnaniello anche alcuni doni con lo stemma di Montemurlo, tra cui un portachiavi, a cui attaccare le chiavi dell’Ape. «Lo porterò sempre con me – ha detto l'apista – così che si sappia da dove vengo». La promessa poi, al suo ritorno, è di incontrare i montemurlesi in palazzo comunale per raccontare loro la sua incredibile avventura. —

Fabrizia Prota

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