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Prato

l’evento 

La carica dei 18.000 di Eat Prato, edizione da record

Vezio Trifoni
La carica dei 18.000 di Eat Prato, edizione da record

Successo della manifestazione enogastronomica che ha messo in mostra il meglio della produzione locale e ha “dipinto” il Pretorio

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prato. Eat Prato ha trasformato il Palazzo Pretorio con le proiezioni che hanno suggestionato e stupito ben 18.000 visitatori grazie al video mapping in notturna sugli intrecci enogastronomici che hanno aperto e chiuso la kermesse, oltre alle visite ai musei, le degustazioni, lo showcooking e la novità dello show drink con i bartender di Prato.

«L’afflusso di curiosi unito al grande impegno degli operatori economici ci ricorda che l’abbinamento fra arte e cibo deve continuare – spiega l’assessore alle Attività Produttive e Turismo Daniela Toccafondi – Prato è ricca di storia, arte e di prodotti di eccellenza ma soprattutto di una grande ristorazione che quest’anno si è espressa al massimo livello».

Ma tanti sono entrati nel mondo meraviglioso della Strada dei Vini di Carmignano all’interno del Giardino Buonamici che è riuscito ad alzare il volume degli odori, del gusto e degli aromi di Eat Prato. «I sommelier di Prato hanno decantato e fatto assaggiare i vini del nostro territorio – spiega Bruno Caverni, delegato Ais Prato – Abbiamo omaggiato Leonardo da Vinci perché tra le materie che hanno appassionato il genio rinascimentale c’è anche il vino». La terrazza ha visto susseguirsi cooking show condotti da Luisanna Messeri con Luca Borgioli, pasticcere dei Frari delle Logge, Mirko Giannoni, chef patron del Pepe Nero che ha preparato i sigari di ricotta della Calvana, il carpaccio di manzo di razza calvanina con fichi di Carmignano e riduzione agli agrumi. Molto applaudito Davide Chen, chef del ristorante My Sea, che ha realizzato il suo panino al vapore ripieno di ragù di moscardini. A seguire il Pastry Show con Francesco Faccendi che ha eseguito il «Chicco di Prato» al piatto, un dolce dedicato alla città. L’attenzione si è poi spostata su Lorenzo Dani, (Pepe Nero) che ha trasformato il cardato pratese in una meringa disidrata con all’interno formaggio molle e lamponi. Dal dolce si è tornati al cooking con Niccolò Palumbo, chef di Paca Ristorante, che ha presentato la sua porchetta di maialino da latte o spalla di maiale cotta a bassa temperatura, ripiena di fichi secchi di Carmignano. Mentre Giulia Talanti, chef del Dek Italian Ristrot ha cucinato il risotto ai fegatini toscani. Carlo Aiazzi, chef di Le Garage Bistrot, ha messo in tavola lo gnocco di seppia e piselli locali mentre il pasticcere Massimo Peruzzi ha elaborato il suo biscotto di Prato Summer. La chiusura è stata di alta gradazione perché si sono affrontati i bartender pratesi (Big Easy Cocktail House con Matteo e Marco che hanno servito un Conte Pratese, Cul de Sac con Giulio e Max che hanno fatto assaggiare un Reverse Martini mentre Valentino di De’Sto ha proposto un Gin Tonic della Lupa ed Enzo dei Frari delle Logge ha fatto provare un Americano in tavola). A spiegare le materie prime utilizzate dai vari barman Fabio Goti titolare della Gusteria Numquam . —

Vezio Trifoni

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