Il presidio
Riconsegnati ai parenti dopo 75 anni i cimeli dell’aviatore abbattuto
Vernio, Sonny Lacy, nipote del copilota americano colpito nel ’44 dai tedeschi a Carbonale, ha ricevuto gli oggetti del prozio
VERNIO. Un regalo inatteso, di valore inestimabile. Sabato pomeriggio, al museo della Linea gotica di Vernio, c’è stato un momento di grande commozione quando Sonny Lacy, nipote di William Mahalon Everett, il copilota dell’aereo da guerra americano che il 7 giugno 1944, colpito dalla contraerea tedesca, andò a schiantarsi a Carbonale, ha consegnato l’ultima lettera del suo prozio alla famiglia, datata 31 maggio. Un lettera affettuosa e serena, scritta da un ragazzo di 23 anni che amava la storia dell’arte e aveva la faccia da buono, che parla di posta non ricevuta e di 33 missioni compiute. Alla presenza del console americano Benjamin Wohlauer e del sindaco di Vernio, Sonny ha consegnato ad Alessio Mazzanti, presidente dell’associazione Linea gotica, anche la medaglia che il governo americano aveva consegnato alla famiglia, come riconoscimento del sacrificio del giovane aviatore.
Un pomeriggio, quello organizzato dal Comune, per ricordare e insieme per mettere in evidenza i legami profondi che uniscono Vernio e la Toscana agli Stati Uniti. Non a caso il console Wohlauer ha parlato di una ferita che si rimargina grazie all’impegno per una memoria condivisa e alla costruzione di legami di amicizia solidi. Nessuna formalità e tanta emozione anche durante la successiva cerimonia che si è svolta al Casone dei Bardi, alla presenza del gruppo dei familiari dei militari morti a Carbonale (erano sette, uno solo riuscì a salvarsi), ospiti da qualche giorno in Vallata. Il forte legame tra gli abitanti di Vernio e gli ospiti americani è nato nel 2014 grazie all’impegno dell’associazione Linea Gotica che, attraverso una mostrina ritrovata casualmente, ha ricostruito la drammatica storia. Sulla vicenda è stato scritto anche un libro curato da Lisa Nannini e Holly Mead, nipote di uno degli aviatori, che intanto sono diventate grandi amiche. Originale la conclusione dell’iniziativa. Alessia Cecconi, direttrice del Cdse ha parlato del pianista americano Ethelbert Nevin, che nel 1895, da turista d’eccezione insieme a moglie e figli, trascorse a Montepiano un’estate straordinaria.
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