Il Tirreno

Prato

La prefetta contestata: "Auspico che nessuno sia denunciato"

di Paolo Nencioni
La prefetta Rosalba Scialla alla cerimonia del 25 aprile (foto Batavia)
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La prefetta Rosalba Scialla alla cerimonia del 25 aprile (foto Batavia)

Rosalba Scialla si smarca dalla decisione del questore Alessio Cesareo che ha inviato un'informativa alla Procura ipotizzando il vilipendio della Repubblica. Due candidati di +Europa si autodenunciano: "C'eravavamo anche noi, ci hanno identificati"

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PRATO. "Auspico che nessuno sia denunciato per la contestazione avvenuta durante la cerimonia del 25 aprile, in nome della stessa libertà di pensiero che ho voluto difendere in occasione della manifestazione di Forza Nuova del 23 marzo". Non sono parole scontate quelle che la prefetta Rosalba Scialla pronuncia all’indomani delle polemiche nate dopo la decisione del questore Alessio Cesareo, che ha denunciato alla Procura per vilipendio della Repubblica i contestatori che hanno fischiato lui e la stessa prefetta durante la commemorazione del 74° anniversario della Liberazione, il 25 aprile in piazza Santa Maria delle Carceri. Sono parole che oggettivamente segnano uno smarcamento del rappresentante di governo dall’iniziativa presa dal questore.

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"Come è stato detto - aggiunge la prefetta Scialla - si trattava di una contestazione ampiamente prevista, ma io non mi sono voluta sottrarre alla piazza". La tesi della prefetta, dunque, è che la libertà di pensiero vale per tutti: per i militanti di Forza Nuova che hanno manifestato il 23 marzo ma anche per i contestatori del 25 aprile. E che a pronunciare queste parole sia proprio l’oggetto delle contestazioni è un dato significativo, di cui forse terrà conto anche il procuratore Giuseppe Nicolosi, chiamato a stabilire se fischiare e urlare in piazza durante la celebrazione del 25 aprile si possa considerare vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate, come recita l’articolo 290 del Codice penale evocato dal questore, che prevede multe da mille a cinquemila euro e, si badi bene, non contempla esplicitamente tra i destinatari delle contestazioni i prefetti o i questori.

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Intanto uno dei contestatori identificati dalla Digos in piazza delle Carceri il 25 aprile si è autodenunciato con un post su Facebook. Si tratta di Fabrizio Doria, candidato per il consiglio comunale nella lista di +Europa. Insieme a lui è stata identificata Clarissa Vannini, anche lei candidata con +Europa e identificata dalla polizia.
"Io sono tra quelle persone che in piazza hanno fischiato sonoramente e orgogliosamente - scrive Doria - Ho fischiato il mio dissenso perché Prato, la mia città, ha ricevuto da tali personaggi uno sfregio che non si merita. La decisione del prefetto e del questore di far sfilare Forza Nuova a Prato è stata a dir poco ignobile. Prato, la mia città, merita di meglio. Prato è e sarà sempre antifascista, antirazzista e antisessista".

Clarissa Vannini era uscita allo scoperto pochi minuti dopo il “fattaccio”. Già il 25 aprile scriveva: "Siamo appena stati fermati e identificati dalla polizia in piazza delle Carceri, ci hanno sequestrato i cartelli con passi della Legge Scelba e la dicitura “Prefetto - Questore: questa città si merita di meglio”. Dopo aver autorizzato la manifestazione fascista del 23 marzo scorso qualcuno pensava che Prato dimenticasse? Che dire, speriamo almeno che in Questura quei cartelli li leggano bene".

"Signor questore, denunci pure anche me - ha scritto ieri Alessandra Nardini, consigliere regionale Pd candidata alle Europee - Contestai duramente quella scelta, torno a farlo ancora più duramente oggi. E sono solita intonare canti partigiani, con orgoglio".

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