Il presidio
25 aprile, il questore di Prato denuncia chi lo ha fischiato
Inviata in Procura un'informativa che ipotizza il vilipendio della Repubblica dopo la protesta in piazza delle Carceri contro la decisione di autorizzare la manifestazione di Forza Nuova nel centenario della fondazione dei Fasci di combattimento. Blasi (Prato 2040): "Denunciateci tutti". Fratoianni (La Sinistra): "Imparate da Pertini, libero fischio in libera piazza"
PRATO. Il questore Alessio Cesareo ha denunciato i manifestanti che lo hanno contestato, insieme alla prefetta Rosalba Scialla, durante le celebrazioni per il 74° anniversario della Liberazione, lo scorso 25 aprile. Il Corriere Fiorentino ha riportato brani di un telex inviato dalla Questura di Prato al Ministero dell'Interno nel quale si racconta che cosa è accaduto e riferendo che sono stati sequestrati alcuni cartelli "con frasi considerate non rispondenti alla solennità della manifestazione". Una decisione destinata a far discutere, come quella da cui è scaturita la protesta, cioè il via libera alla manifestazione di Forza Nuova nel centenario della fondazione dei Fasci di combattimento.
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Dalla Questura non smentiscono e non confermano, ma in Procura è arrivata un'informativa che non contiene nomi di persone e nella quale si ipotizza il reato di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate. Lo conferma il procuratore Giuseppe Nicolosi, che spiega che la questione verrà valutata nei prossimi giorni. Nel telex urgente inviato al Ministero si preciserebbe che i cori dei contestatori "sono consistiti nel chiedere le dimissioni del prefetto e nell'intonare alcuni canti tipici della lotta partigiana". E' un reato, dunque, chiedere le dimissioni del prefetto durante la festa del 25 aprile? Lo stabilirà la Procura, se mai un giorno dovesse arrivare una segnalazione dalla Questura.
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"Il questore di Prato vuole denunciare coloro che hanno contestato lui e il prefetto il 25 aprile in piazza - commenta Diego Blasi, coordinatore di Prato2040 e candidato con il Pd - Non si rende conto però che gli unici che hanno compiuto un atto illegale autorizzando la scorribanda fascista sono proprio loro. Le minacce di queste ore sono inquietanti. Personalmente a nome di Prato2040 ho già presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere una verifica sulla condotta di questore e prefetto. La nostra città non meritava di essere offesa in quel modo. Solidarietà a coloro che in questo momento sono sotto attacco solo per aver espresso la loro opinione. Denunciateci tutti però, perché siamo in tanti che non sono d'accordo con quanto avvenuto il 23 marzo".
"Siamo ormai alla farsa - attacca Nicola Fratoianni, leader de La Sinistra - Non bastava al questore e alla prefetta di Prato aver permesso un mese fa una ignobile gazzarra fascista. Ora vogliono punire chi continua a pensare che non siano adeguati a rappresentare la Repubblica italiana a Prato. Sono francamente sconcertato e preoccupato - prosegue il leader di SI - mi verrebbe da dire al questore che siamo in democrazia e non è possibile pensare di usare terminologie e atti che forse andavano bene quando c’era l’Ovra. Rinnoveremo al governo con un’altra interrogazione in Parlamento la richiesta di rimozione di questi due funzionari dello Stato assolutamente inadeguati a reggere quel tipo di incarico. E chiedo anche al M5S, forza politica di maggioranza, se sia d’accordo con noi di fronte a quanto sta avvenendo a Prato. Come disse in una piazza l’amato presidente Pertini - conclude Fratoianni - mentre lo contestavano, “libero fischio, in libera piazza”.
"Se vanno avanti su questa strada - commenta Angela Riviello, presidente provinciale dell'Anpi - si confermano inadeguati al ruolo che ricoprono. Non so chi è stato identificato in piazza delle Carceri il 25 aprile, ma posso garantire che li tuteleremo in tutte le sedi".
I deputati Gabriele Toccafondi e Antonello Giacomelli hanno annunciato che presenteranno una interrogazione al ministro degli Interni "sulla sorprendente decisione del questore di Prato di denunciare i cittadini che durante la cerimonia del 25 Aprile hanno espresso il loro dissenso nei confronti del prefetto di Prato e dello stesso questore per aver consentito a Forza Nuova di celebrare il centenario del fascismo. Il diritto di critica e di dissenso - scrivono i due deputati - e più in generale il diritto di manifestare, nel rispetto delle leggi, la propria opinione, è una libertà garantita dalla Costituzione e non può essere conculcata”. Sia Giacomelli che Toccafondi avevano già interrogato il governo sulla illegittima schedatura dei giornalisti che sarebbe stata effettuata in quella occasione.
Il sindaco Matteo Biffoni ha reso noto che lunedì 29 chiederà al questore Cesareo di chiarire le ragioni giuridiche delle sue dichiarazioni. "Le contestazioni capitano in democrazia - dice Biffoni - Capitano alle persone pubbliche, che siano ministri, prefetti e questori. Credo che una carica con tanta responsabilità verso l’ordine pubblico e la sicurezza della terza città del centro Italia, come il nostro questore, possa affrontare senza scomporsi le emozioni di chi la pensa in modo diverso da lui. Credo, al tempo stesso, che Prato non abbia bisogno di nuove tensioni: e questo lo dico a tutte le parti in causa".
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