Il Tirreno

Prato

Festa per il Modena, ricomprato con i soldi degli operai

Marigolli, Bosi e Ciardi all'inaugurazione della mostra sulla storia del cinema-teatro Modena
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Marigolli, Bosi e Ciardi all'inaugurazione della mostra sulla storia del cinema-teatro Modena

Vaiano, il sindaco Bosi con Marigolli ha inaugurato la mostra permanente nel foyer. La lunga storia del cinema-teatro è stata recuperata e raccontata dal Cdse

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VAIANO.  Il Gustavo Modena è il cinema-teatro di tutti. Lo racconta la sua lunga storia, da venerdì 5 recuperata da una mostra documentaria permanente nel foyer del teatro, e lo dice il recente acquisto da parte del Comune di Vaiano, con la donazione decisiva dell’Associazione per il Lavoro e la Democrazia. Per il salvataggio del Modena l’associazione ha infatti deciso di utilizzare i fondi donati dagli operai della vallata ingiustamente licenziati nel secondo dopoguerra e poi risarciti grazie a una legge speciale.

Venerdì 5 pomeriggio nel foyer si è fatta festa per l’inaugurazione della mostra, curata dalla Fondazione CDSE, che ricostruisce le vicende del cinema-teatro dall’inizio del Novecento. C’erano il sindaco Primo Bosi e Manuele Marigolli, presidente dell’Associazione per il Lavoro e la democrazia, con loro la presidente e la direttrice del Cdse Annalisa Marchi e Alessia Cecconi con Luisa Ciardi, curatrice della ricerca e della mostra. E’ stato messo in evidenza come intorno all’operazione salvataggio del Modena, che ha chiuso i battenti nel 2012, si sia attivata una vera e propria catena di solidarietà. Con il Comune nel ruolo di capofila, fortemente determinato alla salvaguardia e valorizzazione dello spazio, e la mobilitazione di diverse associazioni e gruppi.

Intitolato a un uomo di teatro che fu anche fervente patriota, tirato su da muratori, senza ingegneri e progettisti, il Cinema teatro Modena vede la luce nel 1906 in piazza Galilei (oggi via Braga): quattrocento posti a sedere, una grande terrazza, un sipario dipinto e un’ottima acustica per ospitare gli spettacoli della Filodrammatica. Con il fascismo la Filodrammatica è costretta a cedere lo spazio, ne rientra in possesso solo nel 1945.

Negli anni Cinquanta fu costruito un nuovo edificio, con palcoscenico fisso e sipario, utilizzato in primo luogo come cinema. Per vari decenni il Modena ha rappresentato la principale struttura di riferimento per le più importanti iniziative di carattere culturale e sociale dell’intera Val di Bisenzio. Nel 1983 purtroppo lo spazio chiude, sono infatti necessarie importanti opere di messa a norma. Riapre nel 1998, ma nel 2012 ancora uno stop, fino all’ingresso del Comune come proprietario.

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