Italia
"Gemma può salvarsi in Texas": parte la maratona di solidarietà
Prato, da due anni la ricercatrice quarantenne è malata di un cancro molto aggressivo. Il fratello Maso ha aperto una sottoscrizione che ha già coinvolto 500 persone
PRATO. Lui e lei sono uniti dallo stesso sangue. Lui abita a Figline di Prato, lei a Sesto Fiorentino. Maso ha 43 anni, Gemma ne ha 40. Sono così legati che il cuore di un fratello può arrivare a tutto pur di vedere la sorella guarire, combattere quella malattia che l’attanaglia da almeno due anni. Compresa la possibilità di sfruttare la potenza della rete per raggiungere un obiettivo difficile ma non impossibile: arrivare a mezzo milione di euro attraverso una raccolta fondi on line (www.gofundme.com/tutti-x-gemma). Sono i soldi che servono per curare Gemma Benelli, ricercatrice biologa che lavora al reparto di oncoematologia a Careggi. Due anni fa le diagnosticarono un carcinoma al seno. Una ricaduta: la seconda volta il tumore era più aggressivo della prima. A nulla servirono i vari cicli clinici di chemioterapia e radioterapia. A nulla servirono i viaggi prima nel reparto di oncologia all’ospedale Santo Stefano (dal luminare Angelo Di Leo), poi all’Istituto europeo di oncologia e all’Humanitas di Milano.
L’unica speranza per Gemma arriva dal Texas, dal centro Md Anderson di Houston. Non uno a caso. «Ogni anno in questo centro si svolgono sperimentazioni per la cura di carcinomi mammari molto aggressivi, come quello che ha colpito mia sorella due anni fa – racconta Maso Benelli - In Italia sono già state provate tutte le cure possibili ma, purtroppo, queste non hanno dato esiti positivi».
Purtroppo a gennaio di quest’anno il quadro è precipitato: il cancro di Gemma ha aggredito anche i polmoni e le metastasi si sono diffuse in varie parti del corpo. «Di qui la paura di dover mettere un punto improvviso a tutto. Ma noi – tuona il fratello - il punto non lo vogliamo mettere». Ecco dunque il suo accorato appello che viaggia in rete su una piattaforma di donazioni on line. Il centro di Houston è un’eccellenza mondiale per le sperimentazioni oncologiche, l’ancora di salvezza per Gemma che il fratello Maso dipinge come «donna forte, curiosa, leale, zia premurosa, amica insostituibile, amante degli animali, dei viaggi e dello sport».
Anche nella malattia, Gemma va avanti con la positività che l'ha sempre contraddistinta e, prosegue il fratello, «le dà fiducia sapere di far parte di una rete virtuosa di persone che si supportano in questi momenti della vita». La corsa alla solidarietà sulla rete si rende però necessaria perché la famiglia non può certo sostenere uno sforzo economico simile come quello richiesto per le cure negli Stati Uniti.
«Scrivo questo messaggio per chiedervi di unirvi a noi nell’intento di raccogliere quanto necessario ad affrontare questo nuovo percorso. Mi auguro di cuore che questo messaggio vi arrivi nel modo più intenso possibile, affinché possiate comprendere l’amore che proviamo per Gemma e contribuire a dare un lieto fine a questa storia».
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