Il Tirreno

Prato

Il nomade spiazza il deputato di destra: "Sono italiano e la voterò" - Video

di Paolo Nencioni
Il confronto tra Emanuele Piave e il deputato Giovanni Donzelli
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Il confronto tra Emanuele Piave e il deputato Giovanni Donzelli

Fuori programma durante il “sopralluogo” al campo di San Giorgio di Donzelli (FdI) che però replica: "Quel voto non lo voglio, strutture come questa devono essere abbattute"

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PRATO. "Io sono italiano e lei è un deputato di Fratelli d’Italia, la voterò". Il copione era già scritto, durante l’incursione del deputato Giovanni Donzelli stamattina, 1° marzo, al campo nomadi di San Giorgio a Colonica, in via della Gora Bandita. Ma a scompaginare la trama ci ha pensato Emanuele Piave, un sinto che ha affrontato di petto il parlamentare di destra ed è riuscito, almeno per un attimo, a disorientarlo. Raccolte le idee, Donzelli ha detto che no, non avrebbe mai accettato il voto di Emanuele. Non è chiaro perché, visto che il voto del nomade vale come quello di tutti gli altri cittadini italiani.

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Siamo di fatto in campagna elettorale e il copione del “sopralluogo” al campo nomadi di San Giorgio prevedeva la ricognizione esterna e poi l’ingresso in quello che Donzelli, impegnato in una diretta Facebook, ha definito senza mezzi termini un covo di ladri. Il deputato ha ironizzato su un vecchio furgone senza ruote all’ingresso del campo e si è chiesto se un motore da barca lì accanto fosse quello rubato in questi giorni a suo fratello. Alla sua diretta Facebook si è ben presto affiancata una “controdiretta” realizzata da Ivonne, una sinta che ha ingaggiato un duello a colpi di telefonino col parlamentare (lui: tu riprendi me e io riprendo te).

I nomadi del campo hanno assistito al “sopralluogo” col sorriso sulle labbra, senza accennare a una qualche resistenza che pure ci si poteva attendere, visto che in fondo quella è casa loro da una ventina di anni. Emanuele Piave invece ha tentato di interloquire, ma il sinto e il deputato parlano due lingue diverse e ognuno è rimasto della sua idea. "Io pago le tasse e se vuole le faccio vedere l’attestato di frequenza a scuola di mio figlio - ha provato a dire Piave - Le faccio vedere anche il mio contratto di lavoro. Noi siamo italiani, non siete voi che dite prima gli italiani?".

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Donzelli ha replicato che è finita la pacchia e che strutture come quella di San Giorgio a Colonica devono essere abbattute. Non ha evocato le ruspe, perché su quelle ha il copyright la Lega, ma insomma la sostanza è quella. E a proposito del Carroccio, a un sinto sorpreso ad aggiustare la ruota di un autocarro ha detto: "Ringrazia Salvini e Di Maio che ti danno il reddito di cittadinanza". Fosse per lui, Donzelli, il sussidio non toccherebbe certo alla gente che vive nel campo di San Giorgio. Ma nel caso ne abbiano i requisiti gli toccherà, perché sono cittadini italiani, che non vogliono essere confusi coi rom, come ha fatto il deputato all’ingresso del campo, che sarebbe un po’ come dare del pisano a un livornese. Donzelli ha poi fotografato il palo della luce all’ingresso del campo, con allacci alla rete elettrica fatti un po’ alla buona. Ne ha concluso che i sinti rubano la corrente. Una donna allora l’ha fatto entrare nella sua casa mobile e gli ha mostrato le bollette pagate: "A chi la pago questa corrente, se quegli allacci sono abusivi?". Il deputato ne ha preso atto e le ha consigliato di protestare con l’Enel per quegli allacci.

"Ringrazio l’onorevole Donzelli di aver acceso i riflettori sulla situazione dei Sinti - ha commentato Daniele Pinai, segretario del circolo Pd Mario Malinconi di San Giorgio a Colonica - Peccato che ogni volta riesce ad affrontare il tema giusto con le soluzioni sbagliate. Il tema dei Sinti si integra pienamente con i temi dell’emarginazione e dell’immigrazione. L’onorevole propone soluzioni banali a temi complessi. Sventola le bandiere della forza e dell’odio per mostrarsi forte evidenziando la debolezza e la pochezza della sua politica e della politica che rappresenta. Un onorevole che parla di cittadini italiani, residenti a Prato, suoi concittadini, additandoli come ladri. Mettendoli in piazza senza il minimo rispetto, da parte sua, della legalità. Se è a conoscenza di reati di cui accenna si comporti come indica la legge. Ricordo all'onorevole che ha l'obbligo di denunciare se è a conoscenza di un reato. La politica in cui credo non è questa. La politica deve dare invece risposte importanti e lungimiranti. Lo hanno fatto le amministrazioni precedenti e l'attuale. L’hanno fatto le associazioni, ad esempio Caritas e Pane e Rose, e lo stanno facendo i Circoli Arci. Rispondiamo con forza, tutti assieme, come comunità cercando di dare a tutti i cittadini che vivono nell’emarginazione strumenti validi per uscire dalla loro situazione. Il punto di partenza non può che essere l’istruzione scolastica prima e la cultura in senso lato poi. Solo tramite questo percorso si può generare inclusione, solo tramite questo percorso si può aspirare un domani ad una soluzione diversa. Le ruspe sono buone per gli atteggiamenti spavaldi, per spostare il problema o di tempo, per qualche mese, o di luogo, in un’altra frazione. Questo è il massimo che l’onorevole Donzelli riesce a fare".

"Anche noi crediamo che la questione dei campi debba essere analizzata e risolta: insieme e non contro chi ci vive. Siamo stati a trovare i Sinti di Iolo e di viale Marconi, famiglie accoglienti che cercano di vivere nel rispetto delle regole nonostante la quotidiana discriminazione che sono costrette a vivere a scuola e a lavoro - afferma Marco Biagioni, segretario dei Giovani democratici - Inutili e dannosi gli slogan sul radere al suolo. Così si alimentano conflittualità che ricadono sulla sicurezza loro e dei loro figli".

"Da tempo collaboriamo con l'Associazione dei Sinti di Prato, che ci ha aiutati a costruire le nostre proposte durante la campagna d'ascolto. Italiani che combattono per essere riconosciuti, che devono scegliere tra l'essere accettati e il negare la propria identità". Queste le parole di Maria Logli, responsabile integrazione e associazionismo dei Gd.  "L'8 Aprile parteciperemo alla Giornata internazionale dei Rom, Sinti e Caminanti. Sarà un'occasione per ascoltare la loro storia e provare a sradicare il pregiudizio nel quale si radicano gli atti di discriminazione quotidiana che vivono queste comunità, da quella istituzionale locale subita oggi a atti di violenza gravi come quello del bambino undicenne di Roma accoltellato alla testa da un ventinovenne sulla metro".

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