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Volano bottiglie in piazza Mercatale, l'ira del ristoratore
Una rissa tra nordafricani ha fatto scappare i clienti del "Chicco d'uva": il titolare voleva chiudere per protesta e in Questura lo hanno convinto a tenere aperto. Ma c'è anche un'altra versione dei fatti
PRATO. Alle 12.30 gli si illumina il display del cellulare. "Mi dispiace, a cena non veniamo. A Prato non si può più uscire la sera". E’ il messaggio di un cliente che comunica la disdetta di una tavolata con 12 persone fissata per stasera, 6 febbraio. Il ristoratore Massimo Cosmo incrocia le braccia. "Che apro a fare? Stasera tengo chiuso in segno di protesta". Ma ci ripensa nel giro di poche ore: in Questura lo hanno convinto a tenere aperto. Sarebbe stata una “serrata” in piena regola dopo quello che è successo martedì 5 febbraio, intorno alle 22.
Doveva essere una serata come tante altre al ristorante “Chicco d’uva” di piazza Mercatale. Coppie a cena, famiglie con bambini piccoli. A un certo punto, tra una portata e un’altra, i commensali si accorgono che qualcosa non va: dalla vetrina si vedono volare bottiglie. Non una, ma diverse bottiglie. Era scoppiata una rissa, probabilmente dall’altra parte della piazza, all’altezza della sala slot. Poi due dei contendenti, dei giovani di origine magrebina, si sono avvicinati verso i locali di Cosimo procurandosi delle bottiglie di vetro da un bidoncino di rifiuti. E giù a lanciarle da una parte all'altra.
Una delle bottiglie ha colpito la vetrata del “Chicco d’uva” seminando il panico fra gli avventori. "A un certo punto c’è stato il fuggi fuggi: i clienti mi hanno lasciato i soldi sul tavolo e se ne sono andati: di certo non torneranno", racconta Massimiliano Cosimo, che è anche proprietario della pizzeria “Antiche Volte” e del pub “Wallace”, sempre sullo stesso lato di piazza Mercatale. "In tre anni ne ho viste di tutti i colori – lamenta il ristoratore - Stavolta però si esagera. Così non possiamo andare avanti". Sono stati i clienti ad avvertire la polizia ma, all’arrivo degli agenti, chi aveva scagliato le bottiglie s’era già dileguato. Ferito lievemente anche Cosimo che stamattina è andato a sporgere denuncia in Questura.
Secondo un’altra versione, però, la situazione sarebbe precipitata quando il titolare del “Chicco d’uva” è uscito per redarguire un nordafricano che faceva confusione, ingaggiando una colluttazione col giovane. Il lancio di bottiglie, prese dal bidoncino del chiosco di Mau, secondo questa versione, sarebbe stata la “risposta” degli amici del nordafricano dopo la scazzottata.
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