Il Tirreno

Prato

Macché cinesi, la concorrenza aggressiva ce la facciamo da soli: Banci (Pontetorto) duro coi colleghi pratesi

di Maria Lardara
L'imprenditore Banci di Pontetorto alla fiera di Milano Rho
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L'imprenditore Banci di Pontetorto alla fiera di Milano Rho

Intanto Milano Unica crea un portale di tessuti. Il presidente Ercole Botto Poala nella presentazione ricorda l’esperienza del portale nato nel 2016 - e fallito sul nascere -  per iniziativa dei lanifici pratesi  

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MILANO. In principio era il portale pratoexpo.com, la fiera virtuale del tessile made in Prato. Progetto morto e sepolto nel giro di pochi anni. Era il 2016 e allora i lanifici pratesi fecero da apripista all’idea di mettere in vetrina i loro campioni di tessuti. Tre anni dopo viene il momento di e-milanounica, la nuova piattaforma di e-commerce del tessile che Milano Unica ha sviluppato in una versione pilota insieme a Pitti Immagine insieme a 60 aziende del settore. Debutterà l’8 febbraio. Ma i pionieri di una vetrina tessile tutta on line furono i pratesi, sotto l’egida del consorzio Pratotrade. E martedì mattina, quando si è aperto il sipario di Rho-Fiera sulle collezioni per la primavera-estate 2020, il presidente Ercole Botto Poala l’ha ricordato: «È un’idea che abbiamo avuto dai pratesi. La nostra piattaforma sarà visibile 365 giorni all’anno». 

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Occasione mancata. Un’esternazione, quella dei vertici di Milano Unica, che lascia l’amaro in bocca in chi aveva provato a dare gambe al portale pratoexpo.com. «Un pizzico di rammarico c’è – confessa Roberto Rosati del lanificio Fortex, ex presidente di Pratotrade – Forse eravamo partiti troppo presto, senza trovare la visibilità giusta e senza forse troppo entusiasmo da parte degli espositori».


Rosati guarda avanti. «Non c’è dubbio che quella di Milano Unica con Pitti sia una grande operazione: la Fortex farà parte delle 60 aziende del marketplace. Ho già dato 20 campioni” .

40 anni di Pratotrade. L’ultima new entry del consorzio è la Manifattura Pierozzi. Pratotrade l’ha agganciata a Parigi, durante l’ultima edizione di Première Vision. «Il nostro progetto Ecomood per valorizzare le produzioni ecosostenibili è stato convincente», racconta Maurizio Sarti, presidente del consorzio che aggrega una quarantina di lanifici pratesi. Parigi è Parigi, Milano è Milano. Il salone tessile milanese accende i riflettori su 60 marchi provenienti dal distretto ma fa ombra alla storia di Pratotrade. Una storia lunga 40 anni, iniziata sotto la presidenza di Silvano Gori. E che merita di essere festeggiata.


Prezzi alle stelle. Caro lino, quanto mi costi. Sono dolori ultimamente per i produttori di questo tessuto, alle prese con rincari fino al 20%. «L’anno scorso avevamo il problema dell’aumento della lana, quest’anno tocca al lino», racconta Francesco Marini (Marini Industrie) che a Milano Unica ha portato un video per raccontare le fasi di lavorazione del lino stretch, tracciabile e sostenibile. “The linen stretch”, si legge nelle brochure di presentazione con tanto di enfasi sull’articolo: quasi a voler ribadire che furono loro vent’anni fa a inventare la variante dell’elasticizzato. Ma è dura tutti i giorni stare a discutere con i clienti per non cedere al ribasso dei prezzi. L’imprenditore Francesco Bellucci si è fatto il fegato amaro. «Il periodo più duro è stato a cavallo dell’estate scorsa. Alla fine però sono riuscito a far passare il messaggio che sui tessuti di qualità non si può scendere a compromessi».

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Per la primavera-estate 2020 il lanificio Bellucci ha rivoluzionato tutta la collezione privilegiando articoli tinti in filo nei tessuti a navetta.


Sostenibile: Cucinelli docet

Nell’ecologico ci crede, tanto da aver lanciato per la sua Dinamo una linea a base di cotone biologico con il logo “Dinamo organic” . L’imprenditore Sandro Ciardi riflette sulla lezione di Cucinelli quando, in visita sabato scorso a Prato per la premiazione con lo Stefanino d’oro, ha esortato gli imprenditori pratesi a superare il concetto di sostenibilità con quello di “armonia con il creato” . «A Prato abbiamo aziende sensibili al tema, grazie anche al lavoro portato avanti da Confindustria – ricorda il titolare della Dinamo – Cucinelli fa bene a richiamare l’attenzione su un certo modello di ecosostenibilità intesa anche come responsabilità etica e sociale».

«CONCORRENZA AGGRESSIVA SUI PREZZI DEI TESSUTI. L'ATTACCO DI PONTETORTO

«A Prato la concorrenza è sempre più aggressiva. Io, a una certa soglia di prezzo mi sono fermato. Sotto non si poteva scendere. Altri invece lo hanno fatto e lo fanno». Quando Luigi Banci, consigliere d’amministrazione della Pontetorto, si riferisce agli "altri" non parla dei concorrenti sleali con gli occhi a mandorla, i cinesi. No, loro i tessuti non li producono. L’imprenditore punta il dito contro quei colleghi pratesi che spostano in giù l’asticella dei prezzi pur di non perdere ordini.

E questo erode i fatturati, alimenta e moltiplica uno sgambetto dopo l’altro fra i lanifici. Sullo sfondo, l’aumento delle materie prime che mette in ginocchio tutti.«Chi ci ha sottratto ordini porta magari i bilanci in pari ma vede crescere i propri fatturati - fa notare Banci - Per questo le classifiche sulle aziende che fatturano di più nel distretto non mi hanno mai fatto impazzire».

Oltre i numeri. Un tempo era la Pontetorto, coi suoi 120 dipendenti, regina dei fatturati nel tessile pratese (l’ultimo depositato si aggira sui 53 milioni di euro, in calo rispetto agli anni precedenti) : uno scettro che le è stato portato via dalla Manteco. Ma Banci non si preoccupa. Anzi, guarda agli investimenti futuri. Che sono tanti.«Chi ci ha comprato (i giapponesi della Daidoh Limited", ndr) era interessato all’utile netto, non ai fatturati». Quanto alla concorrenza fra lanifici, qualcuno potrebbe obiettare che è la legge del mercato. «Ma - controbatte Banci - fra colleghi dovrebbero esserci più attenzione e lealtà».

Un polo logistico. I lavori alle spalle dello stabilimento della Pontetorto, in via Roma a Montemurlo, dovrebbero iniziare a breve. Il cantiere è in ritardo perché serviva bonificare l’area dove s’era depositata una discarica di mucchi di pelo.«Era lì da trent’anni a nostra insaputa - racconta Banci - . Questione di settimane e inizieremo i lavori per creare un magazzino di ottomila metri quadrati, un’area logistica a servizio del nuovo distretto di Montemurlo». Ci vorrà un anno per vederne la luce. Metà degli spazi saranno a disposizione di Pontetorto, metà saranno dati in affitto a uno spedizioniere. «Nascerà una specie di" Microlotto" a Montemurlo», anticipa l’imprenditore.

Sede nuova per Cafissi. La testa è sempre a Tavola ma dall’agosto scorso il lanificio Cafissi - nella top ten dei fatturati 2017 nel tessile - ha una seconda sede nuova di zecca nel Macrolotto 2 (ottomila metri quadrati). «Lì abbiamo la nostra divisione di tessuti per calzature», fa sapere il giovane Matteo Cafissi. A Milano Unica l’azienda si presenta con una collezione colorata e ricca di fascino con tessuti dall’effetto lurex, paillettes e fluo. Largo anche alla fantasia e ai tinti in filo.«Abbiamo anche la confezione - dicono da Cafissi - per un total look a 360 gradi chiudendo l’ultimo cerchio della filiera».

BESTE, IL COLORE DEI TESSUTI HA RISCOSSO SUCCESSO

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Bestone, buona la prima. Ha avuto successo lo speciale dispositivo brevettato messo a punto da Beste per catturare il colore in maniera precisa, un’innovazione unica anticipata nei giorni scorsi dal Tirreno che ha segnato il ritorno dell’azienda di Cantagallo a Milano Unica.«La novità è stata accolta subito bene dai nostri clienti tanto che abbiamo avuto ordini già nella prima mattinata di fiera», fa sapere Matteo Santi, al timone di Beste insieme al fratello Giovanni. Anche il sindaco Matteo Biffoni, che si è fatto vedere in mattinata agli stand degli espositori pratesi a Milano Unica, ha voluto testare con i suoi occhi l’innovativo strumento che consente di trasferire una tonalità fedele e giusta, priva di riflessi, ai laboratori Beste evitando così l’invio delle tradizionali prove colore da una parte e l’altra del mondo. Tradotto: meno spostamenti, meno inquinamento. «Può essere utilizzata l’app Bestone anche per i non addetti ai lavori come architetti, ad esempio, interessati a lavorare sul colore - prosegue Santi - Abbiamo impiegato sette anni e tante energie per testare questo prodotto nei nostri laboratori».

L’ampio stand di Beste a Milano Unica è tutto giocato su un tripudio di luce e colore su teli bianchi: un allestimento che non può non colpire chi lo visita. Sofisticata la collezione progettata per la bella stagione che sarà, declinata in una dimensione cosmopolita cara all’azienda che ha anche una sede in Cina. Arricchiti con finissaggi speciali, i tessuti targati Beste prendono ispirazione dalla storia dell’azienda intrecciando i vari luoghi visitati nel mondo durante i viaggi di lavoro. Oggi Beste dà lavoro a 140 persone, tutte assunte a tempo indeterminato. Ultimamente fa fatica a reperire soprattutto chimici diplomati. «Per questo - conclude Santi - assumiamo ultimamente personale laureato in materie affini che poi provvediamo a formare noi in azienda». E sul sito internet di Beste ci sono ancora alcune ricerche di personale aperte.

 

 

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