Il Tirreno

Prato

Sciopero e presidio contro lo sfruttamento nelle aziende cinesi

I lavoratori pakistani con lo striscione in piazza del Comune (foto Sproviero/Batavia)
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I lavoratori pakistani con lo striscione in piazza del Comune (foto Sproviero/Batavia)

Prato, il sindacato Si Cobas ha portato una ventina di lavoratori in piazza del Comune. "Chiediamo l'appoggio delle istituzioni"

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PRATO. Sciopero per l’intera giornata e manifestazione in piazza del Comune per i lavoratori stranieri delle imprese tessili a conduzione cinese. A mobilitarli il sindacato Si Cobas, che negli ultimi mesi ha preso a cuore le sorti di questi lavoratori “fantasma” spesso sfruttati, costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno con paghe misere. In particolare, dopo le vicende che hanno coinvolto la Stamperia Rosso di Montemurlo, dove il sindacato ha almeno ottenuto dall’azienda l’applicazione del contratto nazionale, Si Cobas chiede l’appoggio delle istituzioni e l’applicazione di un articolo della legge sull’immigrazione che concede il permesso di soggiorno per i lavoratori sfruttati.

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“E’ un articolo ancora valido e che non è stato abolito con il decreto sicurezza del governo – dice Sara Caudiero del Si Cobas _ma fino ad oggi è stato applicato soltanto per le ragazze sfruttate nella prostituzione”.  “Bene il recente caso di applicazione da parte della Procura di Prato del 603 bis per un’azienda cinese che sfruttava – prosegue – Ma non basta. Primo perché per i lavoratori clandestini è scattato subito il decreto di espulsione. In secondo luogo perché questi lavoratori vanno sostenuti sempre, perché anche dopo che i titolari delle aziende applicano i contratti, continuano a vessare i lavoratori trovando ogni pretesto per mandargli la lettera di licenziamento, come è avvenuto per un lavoratori alla Stamperia Rosso”.

Dopo le manifestazioni alla Stamperia Rosso e alla Ds, dove si era verificata un’aggressione, a Montemurlo, Si Cobas proseguirà con i presidi davanti alle sedi delle istituzioni per chiedere l’appoggio dei Comuni, della Prefettura e dell’Ispettorato del lavoro. Possibile anche un corteo nella zona industriale di Montemurlo.

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