Il Tirreno

Prato

Fa furore il giubbotto di Chiara Ferragni targato Prato

di Maria Lardara
La blogger Chiara Ferragni
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La blogger Chiara Ferragni

La blusa corta impreziosita da tasche e cerniera in pelle marrone è uno dei venti pezzi unici stampati nei capannoni del Macrolotto 1 diventato il vanto della Stamperia Fiorentina

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PRATO. In poche ore il suo giubbottino firmato Fendi ha ottenuto oltre 400mila “cuoricini” su Instagram. Potere delle fashion blogger sui social network. Ma c’è anche il tocco delle aziende della filiera tessile pratese che ci mettono del loro prima che un capo sfili in passerella e arrivi nelle boutique. Così la blusa corta impreziosita da tasche e cerniera in pelle marrone, sfoggiata pochi giorni fa dall’influencer più famosa d’Italia Chiara Ferragni in occasione delle sfilate milanesi di Fendi, è uno dei venti pezzi unici stampati nei capannoni del Macrolotto 1, in via Gora del Pero. Capo targato Fendi che diventa il vanto della Stamperia Fiorentina fondata nel 1962 da Roberto Cavalli e continua a lavorare con le più grandi griffe della moda.

«Soddisfazioni per aver stampato il giubbotto», ha commentato l’azienda sulla propria pagina Facebook postando la foto di Chiara Ferragni con il giubbotto firmato Fendi. E pensare che la pelle stampata cara al re della lusso Roberto Cavalli ha segnato gli esordi della Stamperia Fiorentina che, nel 1982, si trasferì dall’Osmannoro (Sesto Fiorentino) al Macrolotto. Ma negli ultimi tempi l’azienda ha ricalibrato la sua strategia di business con un ritorno al passato che porta le sue esclusive macchine a stampare, oltreché i tessuti, anche le pelli.

«Il 70% del nostro core business – spiega il titolare David Vannini, al timone insieme ai soci Leandro Palchetti, Massimiliano e Alessandro Parri (è la seconda generazione di imprenditori alla guida dell’azienda) della Stamperia Fiorentina – deriva dalla lavorazione dei tessuti ma negli ultimi anni abbiamo aumentato la stampa dei materiali in pelle, soprattutto ecologici». L’azienda gode di ottimo stato di salute e ha archiviato l’ultimo anno con un fatturato di 4 milioni (circa +8%). «Il futuro vede sempre più qualità e meno volumi di produzioni – sottolinea Vannini – A fare solo numeri pensano le stamperie cinesi…».

Colore, creatività e fantasia sono il pane quotidiano nel quartier generale della Stamperia Fiorentina vicina a quota 40 dipendenti mentre attende per febbraio l’arrivo di due macchinari all’avanguardia per stampare in digitale con una risoluzione 1200 per 1200. Un investimento di quasi 950mila euro.

«Nel 2018 abbiamo assunto cinque persone e, nel corso del 2019, assumeremo almeno altri due tecnici di stampa per mandare avanti i nuovi macchinari – riprende Vannini - La nostra filosofia è quella di dare un servizio completo ai nostri clienti con lavorazioni su misura e personalizzate».

Si contano ormai sul palmo della mano gli imprenditori italiani in fondo a via Gora del Pero, non lontano dal borgo di Tavola, dove campeggiano ormai tante insegne con gli ideogrammi. Lo stabilimento della Stamperia Fiorentina, con i suoi ottomila metri quadrati, spicca in mezzo a tanti pronto moda e confezioni cinesi.

«Da qui non ci muoviamo – dicono dall'azienda - questa è stata la nostra sede storica e l’immobile è di proprietà. Non c’interessa affittare ai cinesi».

 

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