Il Tirreno

Prato

“prato city - vegetable garden” 

Una rigenerazione urbana per i giardini delle Collodi

A.B.

Dal 1° all’11 febbraio si terrà nella saletta Campolmi il festival dedicato alla presenza agricola e alla trasformazione urbanistica della città

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PRATO. Un festival (’PratoCity – vegetable garden’) e un programma di residenze artistiche. Sono queste le due fasi del progetto “Giardini di prossimità – la natura come bene comune” ideato dal Circuito urbano temporaneo (Cut) e da Riciclidea, sostenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali e patrocinato dal Comune. Uno degli scopi è quello di una rigenerazione urbana dei giardini in prossimità delle scuole Collodi al Soccorso, affinché questo spazio verde diventi un punto di incontro vivo per quel quartiere, una sorta di centro di socializzazione. La prima parte, che va dal 1 all’11 febbraio, si terrà presso la saletta Campolmi. Il festival, che vede il patrocinio dei Comuni di Prato e Poggio a Caiano, racconterà con una mostra il tessuto urbano del territorio pratese seguendo la storia della presenza agricola e della trasformazione urbanistica della città. All’interno del festival ci saranno tante attività e poi una giornata, quella del 10 febbraio, davvero particolare: quella dello scambio dei semi. «È la prima esperienza a livello nazionale – spiega Stefania Rinaldi presidente di Cut – Ci sarà la possibilità di scambiarsi semi provenienti da tutto il mondo. E chi non ne ha? Può ugualmente partecipare portando ad esempio miele, grani o anche il ben noto lievito madre. È la prima edizione di questo scambio ma contiamo che la cosa possa ripetersi annualmente». Nel progetto sono coinvolti pure gli studenti. In programma anche laboratori per gli alunni curati da Riciclidea e che riguarderanno’Il bosco verticale’dove saranno raccontate le foglie degli alberi e lo loro varie forme, “Albero, forma e ombra’, dove si parlerà degli alberi quali protagonisti dei paesaggi che raccontano l’identità di un luogo. E ancora “Microinvasioni di natura” dove verranno analizzati i particolari di un frutto. Per quanto riguarda, invece, la seconda fase questa vedrà la presenza a turno di tre artisti che resteranno a Prato per un periodo che va dai 7 ai 10 giorni. Gli artisti arriveranno già in questo mese per conoscere il territorio. Poi (a marzo, aprile e maggio) resteranno in residenza portando azioni performative, installazioni e la loro arte. I tre sono Luigi Coppola, Sara Leghissa e Beatrice Catanzaro. Si definisce particolarmente contento l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis che elogia la bontà del progetto: «Unico a livello regionale – sottolinea l’amministratore – Siamo davanti ad un livello qualitativo alto. E si toccano tempi davvero importanti. Se vogliamo parlare dei cambiamenti climatici, ad esempio, bisogna coinvolgere i più piccoli e percorsi come questo si muovono proprio in quest’ottica». —

A.B.

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