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Il presidente del Prato si oppone alla richiesta di archiviazione
Abuso di ufficio sulla vicenda Lungobisenzio, Paolo Toccafondi ricorre e annuncia che rivelerà tutti i passaggi per dimostrare i comportamenti scorretti del sindaco Biffoni
PRATO. Non finisce la diatriba tra il presidente dell'Ac Prato Paolo Toccafondi e il sindaco Matteo Biffoni. Il Prato giovedì scorso ha depositato presso la cancelleria del Tribunale l’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale a carico del sindaco Biffoni per le ipotesi di reato di abuso di ufficio e diffamazione nell’ambito della vicenda relativa alla revoca della disponibilità dello stadio Lungobisenzio, che ha di fatto privato il club della possibilità di ritornare nel campionato professionistico di serie C.
Nella nota il club comunica, inoltre, che a prescindere dai profili di responsabilità penale o di altra natura eventualmente accertati in futuro, l’attività di indagine svolta dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e dal sostituto Mocetti, combinata con la richiesta di archiviazione dell’asserita ipotesi di tentata truffa del presidente Toccafondi ai dannidell’amministrazione, «hanno chiarito inequivocabilmente, proprio nelle motivazioni dell’atto di archiviazione, quali siano stati i reali comportamenti tenuti dal sindaco Matteo Biffoni e dal presidente Paolo Toccafondi nella vicenda della cessione del club e della mancata disponibilità dello stadio all’AcPrato».
E il presidente dell'Ac Prato, prosegue la nota, «dopo mesi di doveroso silenzio per rispetto dell’attività inquirente, nei prossimi giorni per dovere di correttezza e trasparenza darà evidenza oggettiva delle risultanze di tali indagini in merito alla condotta tenuta dal sindaco Matteo Biffoni in modo che i tifosi e l’opinione pubblica in generale possano fare le loro giuste ed indipendenti valutazioni sulla vicenda, a prescindere dall’esito dei giudizi in corso».
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