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Lettera aperta del Comitato No Wi-Fi Toscana sul pericolo del 5G e sui campi elettromagnetici
Viene richiesta collaborazione "per la tutela dei malati di Ehs e per la cittadinanza dalla futura tecnologia 5G che verrà istallata nel comune di Prato"
PRATO. Il Comitato No Wi-Fi Toscana ha inviato una lettera aperta sull'allarme 5G per chiedere collaborazione "per la tutela dei malati di Ehs e per la cittadinanza dalla futura tecnologia 5G che verrà istallata nel comune di Prato".
Al sindaco Prato Matteo Biffoni, ai Consiglieri Comunali del comune di Prato, al presidente del Consiglio Comunale di Prato Ilaria Santi, ai vicepresidenti del Consiglio Comunale di Prato Antonio Longo e Serena Tropepe, al presidente della Provincia di Prato Francesco Puggelli, al presidente del Consiglio Regionale Toscana Eugenio Giani, ai consiglieri del Consiglio Regionale Toscano, ai membri della terza Commissione Regionale Toscana.
"L’associazione No Wifi Vi scrive a nome e in rappresentanza delle persone affette da EHS acronimo del termine inglese Electromagnetic HyperSensitivity, il quale significa Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici, chiamata anche Elettrosensibilità per semplicità, una patologia caratterizzata da perdita della tolleranza alle onde elettromagnetiche con gravi conseguenze organiche.
Rimandiamo più avanti in questo documento le informazioni più dettagliate sulla patologia.
Chiediamo la Vostra collaborazione al fine di tutelare queste persone e la cittadinanza intera, soprattutto in vista dell’avvento imminente della nuova tecnologia 5G nel comune di Prato che, di fatto, aumenterà l’irradiazione media della popolazione di più di 20 volte rispetto a quella attuale.
L’implementazione dell’irradiamento pubblico e privato causerà sicuramente disturbi per tutta la popolazione del comune di Prato ed, in particolare, nuocerà gravemente ai soggetti già malati di EHS, aumentandone vertiginosamente l’incidenza.
La rete 5G utilizzerà altissime frequenze (fino a 3,4-3,8 GHz ed anche oltre), con l’obiettivo di connettere in futuro, oltre ai dispositivi elettronici e la telefonia mobile, anche elettrodomestici, utenze, oggetti di consumo di diverso tipo, facendoli comunicare tra loro in un’immensa rete di connessioni wi-fi senza limite. Il tipo di frequenze utilizzate, essendo efficace solo su brevi distanze e avendo scarso potere di penetrazione attraverso edifici, alberi o altri oggetti, prevede l’installazione di un grande numero di nuove antenne per coprire ogni angolo remoto delle aree urbanizzate: si prevedono circa un milione di dispositivi per Km2 e l’utilizzo di frequenze (onde millimetriche) mai utilizzate su così larga scala e su un numero così ampio di persone ed esseri viventi in generale.
Nessuno potrà più sottrarsi a questa tecnologia e alle radiazioni che porterà con sé, che diverranno ubiquitarie e non faranno distinzione nemmeno tra neonati, bambini, donne in gravidanza, malati e portatori di protesi e pace-maker (soggetti sensibili, n.d.r.).
Sarà inevitabile l’esponenziale incremento d’infrastruttura tecnologica (migliaia di mini-antenne pure sui lampioni della luce) con l’innalzamento multiplo e cumulativo d’irradiazione elettromagnetica che, dagli attuali 6 V/m di campo elettrico salirebbe a 61 V/m e oltre, elettrizzando l’aria pubblica in modo permanente.
Se i limiti soglia saranno innalzati, com’è nelle intenzioni del nostro Governo, per connettere simultaneamente 1 milione di dispositivi per chilometro quadro, saremo tutti investiti da un enorme brodo elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità, 365 giorni l’anno, sette giorni su sette, colpiti come mai prima in ogni luogo e in ogni momento, senza tregua, anche nei parchi pubblici e nelle campagne. Non sarà più possibile sottrarsi e proteggersi dalle radiazioni, e il dramma sarà enorme specialmente per i malati che non troveranno più riparo e ponendo in grave pericolo per la salute coloro che, senza saperlo, sono a rischio di sviluppare o aggravare la patologia.
Forse non tutti siamo a conoscenza del fatto che tale tecnologia 5G sia PRIVA DI
SPERIMENTAZIONE e che il principio di precauzione non sia contemplato in alcun modo, né dalle aziende fornitrici, né dai Governi ospitanti.
A titolo informativo, facciamo presente che la tecnologia Wireless, caratterizzata da emissioni in Radiofrequenza/Microonde, è attualmente classificata come cancerogeno di classe 2B dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (I.A.R.C.), organo competente della Organizzazione Mondiale della Sanità per lo studio dei cancerogeni ambientali e dei loro effetti biologici (vd. http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf ).
Sono attualmente inseriti nella Classe 2B di cancerogenicità (la stessa ad esempio di Piombo; Agenti chemioterapici come Bleomicina, Dacarbazina, Daunorubicina, Mitoxantrone, Mitomicina C; Cobalto e composti del cobalto; Bitumi; Scarichi del motore; Oli combustibili; Erbicidi Clorofenossiderivati).
Ci è sembrato doveroso fornire questa nota informativa, soprattutto perché i risultati di ricerche recenti (Studio del National Toxicology Program) sembrano confermare che in realtà ci si trovi di fronte ad un cancerogeno di Classe 1 (cancerogeno certo).
Quindi il problema non riguarda solo le persone colpite da EHS ma tutta la popolazione. La più grande ricerca al mondo conclusa il 22 marzo 2018 condotta proprio nel nostro Paese su cavie uomo- equivalenti (Istituto Ramazzini – Italia
https://www.ramazzini.org/comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio/: «Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz»; pubblicata sulla rivista internazionale peer-reviewed Environmental Research, edita da Elsevier.) ha dimostrato l’aumento di insorgenza di rari tumori del cervello e alle fibre nervose del cuore (con blocco dell’attività cardiaca) tra gli effetti delle radiazioni non ionizzanti emesse dalle antenne di telefonia mobile. E questo è stato provato testando con emissioni più di 20 volte inferiori a quelle che la tecnologia 5G ci vuole somministrare nell’immediato futuro.
https://ehtrust.org/wp-content/uploads/Belpoggi-Heart-and-Brain-Tumors-Base-Station-2018.pdf
Più di 180 scienziati da 36 nazioni chiedono una moratoria sull’installazione della rete 5G finché non saranno effettuati studi seri ed indipendenti sull’impatto sanitario e ambientale
https://ehtrust.org/wp-content/uploads/Scientist-5G-appeal-2017.pdf
ISDE - International Society of Doctors for the Environment - è una organizzazione non governativa, molto attiva anche nel nostro Paese, che ha preso una chiara posizione pubblica sulla sperimentazione biologica con 5G:
https://ecfsapi.fcc.gov/file/10504194916475/5G_appeal.pdf.
All’Onu scrivono ricercatori, medici e scienziati nell’appello internazionale “Stop 5G dalla terra e dallo Spazio”: “Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, insetto e pianta sarà in grado di evitare l’esposizione, senza alcuna possibilità di fuga da nessuna parte sul pianeta”.
Gli attuali limiti di legge per la tutela della popolazione nei confronti delle Radiazioni in Alta Frequenza sono stati creati ad hoc dall’industria per l’industria e non tengono conto degli effetti biologici non-termici a breve e lungo termine, che sono alla base dello sviluppo di malattie degenerative e tumorali, oltreché della EHS. Per questo motivo non sono affatto protettivi e ne è una prova proprio l’aumento delle suddette malattie.
Che cosa accadrà quando questi limiti saranno innalzati per permettere l’ingresso massivo nelle nostre vite della tecnologia 5G? L’allarme lanciato dalla comunità scientifica sull’inadeguatezza degli attuali standard di esposizione ai CEM in Radiofrequenza/Microonde, basati solo sugli effetti termici e non su quelli non-termici, è stato recepito da diversi organismi internazionali: Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (2008), Comitato Nazionale Russo per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (2008)
Unione Europea (2 aprile 2009), Consiglio d’Europa ( 2011), American Academy of Environmental Medicine (2012), American Academy of Pediatrics (2012), Risoluzione di Potenza Picena (2013 ), Agenzia rancese per la Salute (ANSES - 2013), Agenzia Europea dell’Ambiente (rapporto 2009 aggiornato 2013)."
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