Il Tirreno

Prato

l’inchiesta di visual lab 

Primi nel gioco d’azzardo e il 2017 per Prato è stato l’anno nero

di Maria Lardara
Don Marco Natali
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Don Marco Natali

L’anno scorso i pratesi hanno speso 641 milioni, 100 in più rispetto al 2016. Don Natali: «I cinesi prevalgono nelle slot, gli italiani malati di Gratta e vinci»

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PRATO. Con la stessa cifra il Comune di Prato potrebbe finanziare tre piani triennali di investimenti pubblici. E invece quei soldi vanno in fumo, inghiottiti dalle famigerate macchinette, bruciati dai vizi del lotto e del “gratta e vinci”. Nel 2017 i pratesi hanno giocato 641 milioni di euro, oltre 100 milioni in più rispetto al 2016. Basta questo dato per assegnare alla nostra realtà la maglia nera per il gioco d’azzardo in Toscana, come emerge dalla nuova inchiesta realizzata dal Visual Lab per tutte le testate del gruppo Gedi in collaborazione con Dataninja e Effecinque. Nella città celebre per i cantucci e i tessuti, ogni abitante ha speso nel 2017 3.320 euro per i differenti giochi d’azzardo, più che nel 2016 quando la spesa fu di 2.659 a testa.

Tradotto: nelle macchinette vengono bruciati più di due stipendi medi a famiglia. Un triste primato che varca i confini regionali: Prato, infatti, è al 14° posto su 7.954 comuni italiani nella classifica generale per giocate pro capite. Tuttavia, rispetto alla classifica generale delle giocate pro capite e prendendo in considerazione altre città delle stesse dimensioni, si colloca al primo posto sui 130 comuni sopra i 50mila e fino a 200mila residenti. Seguono i comuni di Carmignano con una spesa di 3.168,58 euro a testa, Montemurlo (2.058,95 euro) e Poggio a Caiano (1.542,49). Colpisce quanto ci si frughi in tasca per le scommesse sportive nel comune mediceo: Poggio a Caiano, con una spesa a testa di 799,93 euro a testa nel 2017, è il primo in Italia per questa categoria.

Anche a livello provinciale si conferma il record di questa piccola Las Vegas in riva al Bisenzio: nella provincia toscana la spesa media per l’azzardo è stata di 2.948,08 euro pro capite. Gli altri numeri sono sempre da capogiro. I pratesi hanno speso 375,96 milioni di euro nelle videolottery e 150,71 milioni nelle New Slot: sono queste, infatti, a rappresentare la maggiore fonte di spesa.

«Se nei cittadini di origine cinese si nota una maggiore attitudine al vizio del gioco, tra gli italiani del ceto medio-basso sta prendendo sempre più piede il “gratta e vinci”», denuncia don Marco Natali, membro del comitato pratese di “Libera”, parroco “di trincea” che dal suo osservatorio della parrocchia di San Bartolomeo ne vede di tutti i colori. «Vedo madri che chiedono aiuto perché non hanno soldi per comprare il latte per i figli piccoli e poi vanno a spendere i pochi spiccioli in tasca per comprare un “gratta e vinci. Il gioco – denuncia il parroco - è un atto criminoso e lo Stato l’ha reso legale». A tal proposito, dati del 2017, i pratesi hanno giocato quasi 38 milioni di euro nel “gratta e vinci” vincendone 28. È vero che l'anno scorso hanno vinto di più alle videolottery (331 milioni) ma questo a fronte di uno sforzo economico ingente (375 milioni di euro). Niente di cui consolarsi.
 

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