Il Tirreno

Prato

un messaggio di pace 

Un anno di studio e amicizia per i ragazzi di Rondine

di Fabrizia Prota
Foto di gruppo per i partecipanti al progetto Rondine
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Foto di gruppo per i partecipanti al progetto Rondine

Otto studenti, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Prato, hanno vissuto questa esperienza nella cittadella fondata dal professor Vaccari

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PRATO. Un’esperienza all’insegna della pace e della convivenza tra popoli, per capire che la paura del diverso spesso nasce dalla mancanza di conoscenza. È quella che hanno vissuto gli 8 studenti pratesi che, dal 2015 ad oggi, hanno frequentato il quarto anno di liceo a Rondine, la cittadella della pace in provincia di Arezzo.

Percorso che potranno intraprendere il prossimo anno scolastico altri due liceali pratesi, grazie al sostegno delle Fondazione Cassa di Risparmio di Prato che, fin dal debutto di “Quarto anno” di Rondine, ogni hanno ha finanziato le due borse di studio per gli studenti pratesi scelti per il progetto (da 16mila euro l’una).

«Rondine non è un’utopia – spiega il presidente della Fondazione Franco Bini – e Prato deve sostenere i progetti che riguardano l’interculturalità. Perciò vogliamo continuare a dare la possibilità di vivere quest’esperienza, che rappresenta tanto per questa città, ai nostri ragazzi».

Le preselezioni per i ragazzi di terza liceo sono aperte ed è possibile candidarsi fino al 7 gennaio, per essere tra i 30 diciassettenni di tutta Italia che frequenteranno il quarto anno allo studentato internazionale, in contatto con ragazzi un po’ più grandi provenienti da tutto il mondo, nel nome della convivenza. Sì perché Rondine ospita giovani dai 21 ai 30 anni che arrivano da paesi in conflitto, che vivono e studiano insieme, accettando di convivere con il proprio “nemico”: israeliani e palestinesi, russi e georgiani, serbi e bosniaci e così via.

«Anche in una città come Prato, dove ci sono più di 100 etnie, esiste una dose di conflitto – afferma il vicepresidente del cda della Fondazione Stefano Betti –. Quello che portiamo avanti con le borse di studio per Rondine è un investimento di tutta la città sui giovani, per contribuire a percorsi di pace, convivenza e abbattimento delle barriere». I ragazzi, di solito uno studente italiano e uno straniero (ma non è obbligatorio), sono scelti soprattutto per la loro motivazione.

«Per me è stata un’esperienza molto importante – racconta Roberto Jiang, di origine cinese, che ora studia ingegneria – che mi ha fatto capire che è possibile stare insieme senza discriminazioni. Un’idea che era difficile da comprendere da bambino, quando sentirsi diverso per me era la norma. Anche se ora è la situazione è cambiata».

«Nell’altro c’è sempre una scoperta – sostiene Benedetta Bettazzi, studentessa del Copernico che sta trascorrendo il quarto anno a Rondine –. Questa è un’opportunità che mi servirà molto, per cercare, nel mio piccolo, di lasciare un segno per rendere il mondo un posto migliore». Gli 8 ragazzi – "rondinelle" di pace – hanno raccontato la loro esperienza agli studenti di Copernico e Gramsci Keynes e da gennaio incontreranno quelli degli altri licei pratesi. «Grazie a Rondine ho imparato la forza del dialogo» ha detto Benedetta Scrima.

«La multiculturalità è un privilegio» affermano invece Benedetta Fanfani e Luisa Guan, italiana la prima, cinese la seconda, amiche dalle elementari. «Grazie a questa esperienza ho capito che non bisogna accontentarsi delle risposte semplici, ma scavare in profondità» aggiunge Benedetto Mucci, che adesso studia scienze politiche. «Rondine ti sbatte in faccia la realtà – conclude Amine Arraga, nato a Prato da genitori marocchini –. Tutti possiamo fare qualcosa per migliorare il mondo, basta volerlo».

 

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