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Rossi: «Per il museo Pecci si cerchi uno sponsor privato»

Riccardo Tempestini
Rossi: «Per il museo Pecci si cerchi uno sponsor privato»

Il Presidente della Regione oltre al Centro per l’arte contemporanea ha visitato alcune aziende a Galciana, Montemurlo e nel Macrolotto Zero e poi Pin e Buzzi

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«Per il Centro Pecci bisogna trovare uno sponsor privato forte» così il governatore Enrico Rossi, al termine della conferenza stampa, durante la visita nella Provincia pratese per ricordare quanto fatto dalla Regione in questi anni. E ancora Rossi: «Ora diamo 800-850 mila euro l’anno, si può fare meglio, ma nessun museo riceve questa cifra», prima di ricordare l’ultimo finanziamento di 400 mila euro per la messa a norma del piano interrato del vecchio edificio, ma soprattutto i 6 milioni, di cui 3,5 del fondo europeo, promosso proprio dalla Regione, per la costruzione del nuovo edificio disegnato da Maurice Nio. E, citando proprio il Bando europeo vinto per il Pecci, Rossi ha ribadito più volte l’importanza dei fondi comunitari per la nostra regione, ovvero lo 0,5% del Pil della Toscana, a cui vanno aggiunti i finanziamenti regionali e privati correlati per arrivare ad un 1,5% del Pil totale, con 40 milioni solo per i Piu.

Critiche naturalmente per l’attuale governo giallo-verde, «che non pensa agli investimenti», mentre ha risposto con un «vedremo, magari con un nuovo format», sul suo possibile ritorno al Pd con Zingaretti segretario, dopo aver assicurato che porterà a termine il suo mandato di presidente alla scadenza naturale, escludendo così la sua discesa in capo alle prossime elezioni europee. «La Toscana è un esempio positivo per l’Europa, perché ha utilizzato tutti i fondi messi a disposizione», ha spiegato il governatore, ricordando che per Prato sono stati finanziati una serie importante di lotti per la riqualificazione urbana, «su cui l’amministrazione comunale sta lavorando molto bene non solo al Macrolotto zero». In precedenza Rossi aveva visitato le sale espositive del Pecci, l’unico museo regionale di arte contemporanea, dove sono allestite ben 3 mostre, soffermandosi soprattutto davanti alle foto di “Soggetto nomade” scattate da cinque artiste italiane, accompagnato dalla direttrice Cristiana Perrella. La puntata pratese di Rossi, la terza di «Europa in Toscana, viaggio nella regione che cambia grazie ai fondi europei» , a cui hanno preso parte anche l’assessore Stefano Ciuoffo e i consiglieri Ilaria Bugetti e Nicola Ciolini, era cominciata molto prima, verso le 9, a Galciana, nella tintoria Ciampolini, dove è arrivato anche il sindaco Matteo Biffoni, per vedere all’opera il nuovo macchinario, con cui si risparmia sui consumi e vengono emessi meno gas tossici.

Poi a Montemurlo, nella nuova sede della manifattura Manteco della famiglia Mantellassi. Ad accogliere Rossi c’erano i titolari e il sindaco Mauro Lorenzini, con cui ha visitato l’azienda e l’archivio storico della loro produzione, per poi tornare a Prato nel Macrolotto Zero, dove ha visto i lavori per la costruzione del primo Mercato metropolitano. realizzato proprio grazie ad un fondo comunitario, ristrutturando 900 metri quadrati della storica fabbrica Forti, che aprirà i battenti entro il 2020.

Dalla Chinatown a piazza Ciardi per la visita al Pin, il polo universitario Città di Prato, impegnato ad investire nella ricerca anche grazie a fondi comunitari, per poi concludere la lunga giornata di Rossi, all’Istituto Buzzi, da sempre fiore all’occhiello del tessile e della meccanica pratese, perché fucina di personale tecnico sempre all’avanguardia. —

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