Il Tirreno

Prato

INFORTUNIO MORTALE 

Il sindaco: «Azienda continuamente controllata a causa dei cattivi odori»

Fabrizia Prota
Il sindaco: «Azienda continuamente controllata a causa dei cattivi odori»

Bongiorno ricorda le proteste dei residenti e i sopralluoghi di Arpat e Municipale. Bugetti (Pd): occorre legge regionale

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prato. «Non è giusto morire di lavoro». Lo ha detto a proposito dell’operaio morto in un infortunio in un’azienda di Usella il sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno. «Anche stavolta dobbiamo ripeterlo con dolore – ha aggiunto – Con tutta l’amministrazione comunale ci stringiamo alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita, così drammaticamente, in una fabbrica a Usella. Gli incidenti sul lavoro sono ancora una vergogna sociale nel 2018 e costituiscono un paradosso ingiustificato – prosegue il primo cittadino – Questa disgrazia colpisce un territorio in cui l’attenzione per la sicurezza dei lavoratori è sempre stata alta, sia da parte delle istituzioni che delle imprese. La stessa azienda dove è avvenuta la tragedia è stata oggetto di ripetuti controlli (proprio per il tipo di lavoro che svolge) da parte di tutte le autorità preposte. Siamo sicuri che le indagini in corso sapranno ricostruire l’accaduto ed accertare eventuali responsabilità». L’azienda, che impiega meno di una decina di operai (di cui molti di nazionalità nigeriana), negli anni passati era stata infatti oggetto di alcuni controlli da parte di Arpat e della polizia municipale della Val di Bisenzio in seguito alle segnalazioni da parte di alcuni cittadini di cattivo odore, ma non erano state riscontrate anomalie. Sull’accaduto è intervenuta anche la consigliera regionale (ed ex sindaco di Cantagallo) Ilaria Bugetti: «Quando la morte arriva in un modo così tragico e violento, quando essa coglie un uomo mentre era al lavoro, quando tutto succede nel Comune che hai amministrato per anni, le parole e i ragionamenti faticano ad emergere – ha detto – Prevale lo smarrimento, il dolore per la perdita di una vita e soprattutto la rabbia per una tragedia che, come altre, forse si poteva evitare. Anche grazie al progetto “Lavoro sicuro” della Regione Toscana, tante aziende sono state sottoposte a controlli severissimi che hanno portato a risultati più che apprezzabili sia sul tema della sicurezza che su quello della legalità. Anche la stessa azienda di Usella, come riferito dal sindaco, è stata più volte sottoposta a controlli. Il presidente Rossi, recentemente, ha dichiarato di voler andare oltre il progetto – ha aggiunto la consigliera –, lanciando l’idea di una vera e propria legge regionale, proposta sulla quale concordo. Nel caso della tragica morte sul lavoro di Usella saranno le indagini ad accertare dinamiche ed eventuali responsabilità. Intanto, credo che tutti, dalle istituzioni agli imprenditori, ai sindacati, debbano cercare di non abbassare la guardia e fare la propria parte per far vincere una cultura della prevenzione, cosa che, insieme ai controlli, può aiutarci a mettere un freno alle morti bianche. Sono vicina alla famiglia della vittima ed esprimo le più profonde condoglianze». —

Fabrizia Prota

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