Il Tirreno

Prato

centro per l’arte contemporanea 

Foto, storie di donne e trofei nelle nuove mostre al Pecci

Riccardo Tempestini
Foto, storie di donne e trofei nelle nuove mostre al Pecci

Scatti fatti dal 1965 al 1985 di Carmi, Catalano, Battaglia, Russo e Agosti  La polacca Mir espone 2529 coppe sportive acquistate tutte in Sicilia

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Da oggi due nuovi eventi al Centro Pecci. Dapprima la mostra “Soggetto nomade. Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane 1965-1985”, allestita con particolare attenzione nella sala al primo piano del nuovo edificio, scelta dalla direttrice Cristiana Perrella, decisa a proporre attività sempre più al femminile. Stavolta vengono messe a confronto le trasformazioni sociali nella società italiana in quegli anni, così da far riflettere sull’identità femminile ma anche sugli sconfinamenti. Ed allora ecco i travestiti genovesi di Lisetta Carmi, le attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano, le bambine siciliane di Letizia Battaglia, gli uomini, per un giorno femmine, durante il carnevale nei piccoli centri campani di Marialba Russo, per chiudere con il movimento femminista di Paola Agosti. E proprio sugli scatti di quest’ultima merita soffermarsi un attimo, perché riportano fedelmente al clima degli anni dal 75 al 78 a Roma, con i collettivi femministi impegnati nelle lotte per i consultori, nei cortei per le rivendicazioni e l’autodeterminazione, nei girotondi per una maggior partecipazione femminile. Paola Agosti, nata nel 1947 a Torino, ha iniziato nel 1969 la sua attività di fotografa indipendente in Europa, Sud America, Stati Uniti, Africa, dove ha incontrato e ritratto leader politici, uomini di cultura e artisti di fama internazionale. Ha pubblicato dal 1976 ad oggi innumerevoli libri fotografici, tra cui “Riprendiamoci la vita” e ha esposto le sue immagini in Italia e all’estero. La mostra , curata da Cristiana Perrella ed Elena Magini è visibile fino all’ 8 marzo. Eppoi c’è Triumph, un’installazione del 2009 di Aleksandra Mir, realizzata con 2.529 trofei, collezionati dall'artista polacca durante un anno trascorso in Sicilia, a Palermo e dintorni. Le coppe, sono state raccolte con un annuncio su Il Giornale di Sicilia, dove l’artista offriva 5 euro in cambio di un trofeo. L’installazione, a cura di Marta Papini, è visibile fino al 31 marzo 2019, Ma la grande novità del Centro Pecci è l’apertura del Bar bistrot, nello spazio da sempre destinato a questo scopo nel vecchio edificio di Italo Gamberini, ma con l’arredo interamente rinnovato grazie al disegno di Muarice Nio. Con due anni di “ritardo” il “ Myo bar- bistrot”, gestito da Elena Paci ed Angiolo Barni apre tutti i giorni, chiuso il lunedì, dalle 10 alle 20,30, ma da gennaio anche più tardi , per la “seconda” colazione, con prodotti dolci e salati preparati dall’equipe Barni. All’ora di pranzo Angiolo cucinerà da 6 a 8 piatti di tradizione, accompagnati da un calice di vino. Nel pomeriggio, pasticceria fresca per il thè o cioccolata fino all’ora dell’aperivino, con assaggi di salumi e formaggi. Nei mesi prossimi infine resterà aperto fino alle 22 per la cena-bistrot , mentre nella bella stagione saranno allestiti tavoli all’aperto nel piazzale dell’anfiteatro. —

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