Il Tirreno

Prato

economia 

Fine anno amaro per nove rammendine La Penelope licenzia

Maria Lardara
Fine anno amaro per nove rammendine La Penelope licenzia

Brezzo (Filctem-Cgil): «È grave che l’azienda si sia rifiutata di usare la cassa integrazione straordinaria»

2 MINUTI DI LETTURA







Fanno le rammendine da tanti anni, anche da trenta. E sempre nella stessa azienda, la Penelope di Montemurlo. Sotto l’albero di Natale le attende una lettera di licenziamento che, con molta probabilità, arriverà a cavallo delle festività. Come anticipato dal Tirreno, l’azienda guidata dalla famiglia Bini ha annunciato la volontà di chiudere il reparto del rammendo mandando nove persone a casa e dando un’ulteriore sforbiciata al personale dopo che nell’ottobre scorso, al termine di un anno di cassa integrazione straordinaria, aveva già licenziato dieci persone passando da cento a 70 addetti (la prima procedura di mobilità era stata aperta per 34 unità: 24 sono state ricollocate). «Doveva essere l’amaro calice da bere se l’azienda fosse andata avanti con 70 addetti. E invece è stata aperta una nuova procedura per cessazione d’attività», tuona Massimiliano Brezzo, segretario della Filctem-Cgil. In altre parole, Penelope vorrebbe licenziare in barba alle alternative che, a sentire Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, sarebbero state sul tavolo fino a martedì scorso, quando si è consumata la rottura fra azienda e sindacati. Che tirano in ballo il “decreto Genova” la cui circolare attuativa è stata firmata l’11 dicembre e che ripristina l'utilizzo della cig straordinaria per cessazione (quella abolita dal Jobs Act). I sindacati raccontano di aver trovato un muro di gomma. «Grave che l’azienda si sia rifiutata di andare a verificare almeno le condizioni per poter applicare lo strumento normativo, condannando nove persone a un destino di povertà e solitudine», denuncia Ingrid Grasso della Femca-Cisl. L'eventuale cassa integrazione a zero ore, dicono i sindacati, avrebbe “congelato” i licenziamenti per un anno senza precludere all’azienda la scelta di esternalizzare comunque il reparto. L’ammortizzatore sociale in deroga, oltretutto, non si sarebbe cumulato con il periodo di cassa già usufruita. «Le lavoratrici - proseguono - avrebbero avuto una chance di riqualificazione grazie alle politiche attive della Regione». I sindacati ora s’appellano al sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web