Il Tirreno

Prato

 

I comitati: «Sì al digestore ma lontano dall’abitato»

Alessandro Formichella
I comitati nell'incontro al bar Miraglia
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I comitati nell'incontro al bar Miraglia

Prato, i rappresentanti dei residenti dei quartieri sud si sono ritrovati al Bar Miraglia per dire «No» al progetto della Gida e per chiedere  un incontro al sindaco Biffoni

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PRATO. Per loro, l’impianto di depurazione delle acque di Baciacavallo è la “spada di Damocle” sopra le teste e le case. E anche ora che si sta prospettando la progettazione in Gida di un biodigestore anaerobico dei fanghi, anche se sempre accompagnato da un impianto di incenerimento, il Comitato per la salute pubblica di Prato Sud dice ancora “No”. Lunedì sera al Bar Miraglia il Comitato ha radunato un gruppo di cittadini della zona delle Fontanelle per evidenziare non solo le duemila firme, oramai archiviate di anni fa, ma i nuovi 700 autografi raccolti in pochi giorni, fra il 28 novembre e il 3 dicembre, per presentare l’osservazione al piano operativo in via di approvazione.

Osservazione presentata, fra le prime cose che il Comitato per la salute pubblica di Prato sud chiede c’è quella di essere ascoltati nella commissione che sarà nominata per le osservazioni al piano operativo, ma il loro, e lo hanno ribadito lunedì sera, non è un “no” preconcetto al biodigestore anaerobico e al nuovo piano di smaltimento dei fanghi della Gida, ma ad una sua diversa collocazione. Insomma, si faccia pure tutto ma in un punto diverso della città, meglio se in una zona fuori dalle residenze, dalle scuole e dagli appartamenti. Perché il punto sembra essere questo.

«C’è ed è attivo il fangodotto da Baciacavallo al Calice – ha precisato Francesco Bellini, ingegnere e presidente del comitato Prato sud – perché non pensare a fare il digestore anaerobico e l’inceneritore in un’area lontana dalle abitazioni?», una ipotesi sostenibile in teoria, ma, almeno fino ad oggi, poco nella pratica dei fatti. La Gida spa non sembra essere innamorata dell’inceneritore, e forse, anche se fosse di ultima generazione, potrebbe essere del tutto probabile che non venga mai realizzato. Diverso sembra essere per la Gida l’approccio al biodigestore anaerobico, all’innovazione tecnologica che lo compone e alla salvaguardia ambientale. Ma per il comitato di Prato sud la definizione del nuovo progetto della Gida cozzerebbe comunque con le esigenze della popolazione della zona.

«Insomma, c’è una scuola ad appena 50 metri da dove deve essere realizzato l’impianto – ha esordito una giovane mamma – la zona in cui viviamo è oramai satura dal punto di vista dell’inquinamento e mica lo dico io, ma lo dice l’Arpat con le tante rilevazioni che ha fatto in zona».

«Vogliamo parlare delle diossine o della ricerca della dottoressa Chellini dell’Asl, che dice che in quest’area delle Fontanelle e di Baciacavallo per un raggio di 1 chilometro e mezzo, i tumori sono aumentati in modo deciso», dice Sonia Fligo. «L’occasione che si presenta è unica – ha proseguito Francesco Benelli – siamo davanti al progetto dei nuovi impianti della Gida e alla votazione sul piano operativo. Occasione per ridiscutere e mettere in discussione la collocazione del digestore anaerobico e dell’inceneritore dei fanghi».

E la questione torna al punto di inizio. «Vogliamo un incontro faccia a faccia con il sindaco Biffoni», dicono Francesco Bellini e Angelo Vannucchi, i due animatori più solidi del comitato.


 

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